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Niente dighe sull'Isonzo

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Isonzo

COMUNICATO STAMPA
Udine, 2 settembre 2013

In questi ultimi mesi si è riacceso un forte dibattito sulla necessità o meno di un bacino di rifasamento per la regolazione della portata dell’Isonzo in modo da garantire così una continuità di approvvigionamento idrico per usi agricoli ed idroelettrici.

Tale discussione non può esimersi dal considerare sia le vicende passate, a partire dall’Accordo di Osimo del 1975 e ciò che ne è seguito, sia la situazione attuale, tenendo conto delle novità introdotte dalla Direttiva europea quadro sulle acque del 2000 fino al “Laboratorio Isonzo”, promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall'Autorità di Bacino, proprio in applicazione della Direttiva Acque e conclusosi lo scorso anno.

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Osservazioni al Piano regionale di tutela delle acque

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COMUNICATO STAMPA                        Udine,  13 febbraio 2013

Legambiente: il Piano Regionale di Tutela delle Acque va profondamente rivisto!
Una moratoria delle concessioni idroelettriche e nuovi criteri di assegnazione. Rivedere il Deflusso Minimo Vitale. Grave la situazione della depurazione in Provincia di Udine. Carente l’attenzione alla Laguna.

[Il Piano regionale di tutela delle acque è stato adottato con deliberazione della Giunta regionale n. 2000, del 15 novembre 2012,  il cui testo  e i relativi allegati sono reperibili sul sito ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia (www.regione.fvg.it--->delibere--->num. delibera 2000) e discusso in IV Commissione consiliare il 12 febbraio 2013]

Legambiente ha depositato alla Regione le proprie 10 osservazioni al Piano Regionale Tutela Acque (PRTA), discusso oggi presso la IV° Commissione Consiliare a Trieste, esprimendo un parere critico su alcune questioni centrali relative al tema acque oggi in regione, e alla loro gestione.

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Incontro pubblico "Acqua: un bene prezioso" a Fagagna

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Sabato 1 dicembre, alle ore 10.00, presso la Sala Consiliare in piazza Unità d'Italia, a Fagagna, incontro organizzato da Legambiente FVG per parlare con i cittadini di acqua, una risorsa irrinunciabile, ma non inesauribile. Verrà posto particolare accento sulle caratteristiche dell'acqua dell'acquedotto, che è economica, sicura, controllata e "sostenibile". Alle  11.15 verrà inaugurata la "Fonte dell'acqua" di via del Tabacco.

L'incontro, possibile grazie al contributo di  ATO Centrale Friuli, apre un ciclo di appuntamenti con i  cittadini  in provincia di Udine, nell'ambito di una campagna di sensibilizzazione sulla corretta gestione delle risorse idriche rivolta alle scuole ed alla popolazione.

ATO                                     

 

 

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Consegna al presidente del Consiglio regionale del FVG della “Petizione per la salvaguardia dell’integrità ambientale e idraulica del torrente Arzino e dei suoi affluenti”

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Il giorno 24 ottobre 2012 è stata consegnata al presidente del Consiglio Regionale Maurizio Franz la “Petizione per la salvaguardia dell’integrità ambientale e idraulica del torrente Arzino e dei suoi affluenti” sottoscritta da oltre 2200 cittadini residenti o nati in Friuli Venezia Giulia oltre a cui si sommano 160 cittadini che vivono in altre regioni d’Italia o nella vicina Slovenia.

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La centrale idroelettrica sul torrente Arzino non si farà!

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Comunicato stampa del 26 settembre 2012

VITTORIA DI LEGAMBIENTE E DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

LA CENTRALE IDROELETTRICA SUL TORRENTE ARZINO NON SI FARA’!

LA GIUNTA REGIONALE DICHIARA LA NON COMPATIBILITA’ AMBIENTALE DEL PROGETTO DELL’I.T.V. DI TERAMO

Sono tutte ambientali le motivazioni con cui la Giunta Regionale, su proposta della Commissione tecnico-consultiva VIA, ha deliberato di non riconoscere la compatibilità ambientale del progetto di derivazione idraulica proposto un anno fa dalla soc. I.T.V. – Industrie Tessili del Vomano, titolare della concessione a derivare sul Torrente Arzino.

Legambiente, assieme all’Associazione Amici dell’Arzino e al WWF aveva presentato per due volte osservazioni critiche, contrarie all’approvazione del progetto di derivazione, derivanti sia da valutazioni idrauliche, che bio-ecologiche, che sociali e finanziarie; ma su tutto prevaleva quella unicità ambientale e naturale tuttora costituita dall’Arzino, unico corso d’acqua regionale a non avere subito derivazioni e prelievi e, quindi, l’unico ad elevata naturalità nel comprensorio regionale.

E proprio su queste valutazioni, l’ARPA ha concentrato il suo parere contrario, ritenendo l’Arzino un esempio idro-morfologico, bio-ecologico e chimico-fisico da tutelare assolutamente e proteggere a fini di studio e riferimento.

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Le associazioni ambientaliste contestano il progetto per una nuova diga sull'Isonzo

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In quest’ultimo scorcio d’estate si è acceso un forte dibattito sulla necessità o meno di una diga di rifasamento per la regolazione della portata dell’Isonzo e garantire così una continuità di approvvigionamento idrico per usi agricoli ed energetici. 

Tale discussione non può esimersi dal considerare sia le vicende passate, a partire dall’Accordo di Osimo del 1975 e ciò che ne è seguito, sia la situazione attuale, tenendo conto delle novità introdotte dalla Direttiva europea quadro sulle Acque del 2000; fino al “Laboratorio Isonzo”, promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall'Autorità di Bacino, proprio in applicazione della Direttiva Acque e concluso nello scorso mese di maggio.
L’ipotesi di una diga di rifasamento era prevista dagli accordi di Osimo (art. 3), i quali in merito alla gestione transfrontaliera dell’Isonzo stabilivano che l’Italia avrebbe co-partecipato alla costruzione in terra yugoslava di una diga e di una centrale idroelettrica e di una diga di rifasamento per la regolazione della portata del fiume, alterata a seguito della produzione di energia idroelettrica, sempre in territorio yugoslavo. L’Italia rinunciò a questa opzione, preferendo la costruzione della diga di rifasamento in territorio italiano, che tuttavia non si realizzò. Le varie commissioni italo-yugoslave stabilirono che per le necessità irrigue e di produzione di energia idroelettrica nella zona a valle di Gorizia – considerata la perdita in subalveo fra Gorizia e Gradisca – fosse necessaria una portata di 25 mc/s.

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