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Disastro del Lumiei: e adesso Edipower paghi i danni

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DISASTRO DEL LUMIEI. LE ASSOCIAZIONI: “E ADESSO EDIPOWER PAGHI I DANNI”

LEGAMBIENTE, COMITATO PER LA TUTELA DELLE ACQUE DEL BACINO MONTANO DEL TAGLIAMENTO E WWF CHIEDONO UN VERO RIPRISTINO AMBIENTALE E LA QUANTIFICAZIONE DEL DANNO AMBIENTALE A NORMA DI LEGGE.

“Dopo i danni provocati al torrente Lumiei e al fiume Tagliamento dalle operazioni di svasamento del bacino di Sauris operate da Edipower nel mese di febbraio, si proceda ad un VERO RIPRISTINO AMBIENTALE – non ad un semplice “risciacquo” delle acque superficiali – e alla QUANTIFICAZIONE DEL DANNO AMBIENTALE AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 152/2006”: sono queste le richieste espresse oggi dalle associazioni Legambiente, Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento e WWF nel corso di una conferenza stampa congiunta indetta alla vigilia della Conferenza dei servizi convocata domani dalla Regione e nel corso della quale Edipower presenterà le proprie proposte per riparare il danni causati.

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DISASTRO DEL LUMIEI: il deserto biologico durerà per anni!

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Comunicato stampa                                                       Udine, 21 febbraio 2013

DISASTRO DEL LUMIEI. Legambiente e WWF: “Il deserto biologico durerà per anni”

“Lo svuotamento del Lago di Sauris, secondo Edipower, si è concluso brillantemente, anzi letteralmente bruciando i tempi: 20 giorni, anziché i 60 previsti. Il successo organizzativo, però si è trasformato in un disastro ambientale cui nessuno, pare, durante la conferenza dei servizi svoltasi ieri in regione, ha saputo opporre un dubbio, una perplessità, un’obiezione; salvo il Sindaco di Preone cui va riconosciuto il merito di aver alzato la voce. Eppure siamo di fronte ad un caso analogo a quello patito dalla Val Rosandra lo scorso anno, che ha fatto sollevare i cittadini di Trieste e del Carso”.

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Operazione svasamento Lago di Sauris

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Svuotamento lago SaurisINVITO CONFERENZA STAMPA

SABATO 16 FEBBRAIO, ORE 12.00
presso la sede di Legambiente FVG, in via Marinoni 15/8, a Udine

EDIPOWER: PRIMA TOGLIE L’ACQUA DAI FIUMI E POI LI INFANGA!

Edipower non è solo il principale sottrattore di acqua dai nostri fiumi. Da oggi ha cominciato anche a infangarli!
Questa è la morale di decenni di prelievi smisurati dal Tagliamento e dal Lumiei, senza neanche rilasciare portate decenti di minimo deflusso vitale, che hanno ridotto quei fiumi in miseri rivoli semi-palustri.
Ma oggi c’è una novità: con i depositi accumulati negli anni nel bacino idroelettrico di Sauris, per svuotarlo, ha pensato bene anche di ricoprirli di fango facendoli irrompere violentemente a valle per lo svaso periodico dei depositi.

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Un'altra proposta di derivazione idroelettrica in Val Pesarina

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Un'altra proposta di derivazione idroelettrica in Val Pesarina.

Sull'asta principale del torrente e sugli affluenti insistono già sette impianti e altrettanti ne sono stati proposti: Legambiente sostiene la necessità di assoggettamento alla VIA e chiede un dibattito con la popolazione per un modello di sviluppo condiviso.

In allegato le osservazioni presentate a gannaio al Servizio V.I.A. della Direzione Centrale Ambiente e Lavori pubblici

Allegati:
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Arta: creata una diga nel bel mezzo del Bût!

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DSC_3794.jpgCOMUNICATO – STAMPA  Tolmezzo 11/01/13

Arta: creata una diga nel bel mezzo del But!
A valle delle Terme un imponente sbarramento convoglia tutta l’acqua in una centrale idroelettrica

Il Tagliamento, nonostante le pesanti conseguenze provocate dagli impianti idroelettrici realizzati in passato, è considerato uno degli ultimi fiumi rimasti allo stato naturale nelle Alpi. Secondo molti esperti e studiosi esso va addirittura preso a modello per interventi di “rinaturazione” in tutti quei casi in cui i corsi d’acqua sono stati “canalizzati” a seguito di opere troppo invasive realizzate dall’uomo.
Proprio per questo motivo appare ancora più inconcepibile quanto avvenuto recentemente ad Arta, direttamente nell’alveo di uno dei principali affluenti del nostro fiume. Poco a valle dello stabilimento delle Terme, è stato creato un imponente sbarramento che attraversa in modo obliquo il letto del But.

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Un nuovo tentativo di assalto alle acque del Resia. Legambiente: va bocciato il progetto di centralina presentato dal COSINT

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Comunicato stampa                                          Tolmezzo, 4 dicembre 2012

 

Il torrente Resia è uno degli ultimi corsi d’acqua della nostra regione rimasti allo stato naturale e su cui non insistono opere di derivazione a scopo idroelettrico. La sua importanza riguarda non a caso un triplice aspetto: il valore intrinseco delle sue acque e della loro purezza, testimoniata dalla presenza di specie ittiche tutelate a livello europeo (trota marmorata, temolo, gambero d’acqua dolce, etc.); la stretta relazione con le rocce e i suoli in cui scorre, che ha portato alla individuazione di due “geositi” di interesse regionale; ed, infine, il significato che riveste per l’intera valle. È difficile, infatti, immaginare la Val Resia senza il suo fiume: l’elemento principale che, con le sue forme, il colore inconfondibile delle sue acque e la vegetazione che lo circonda, contraddistingue il paesaggio di quest’area e completa lo scenario delle montagne che la circondano. Erano state sostanzialmente queste motivazioni, sostenute da un Comitato spontaneo di cittadini, dalle associazioni ambientaliste e dai pescatori sportivi e appoggiate da una petizione popolare sottoscritta da centinaia di persone, che avevano costretto nel 2010 il Co.S.In.T. (Consorzio di Sviluppo Industriale di Tolmezzo) a rinunciare al progetto di costruire la centralina denominata “Resia 2 – Ponte Rop”.

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