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Legambiente risponde sulla questione "Enduro"

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Enduro in montagnaLegambiente risponde alla lettera di Maura Nalato pubblicata sul Messaggero Veneto del 22 agosto 2015

Per la rubrica “LETTERE AL DIRETTORE”

L’enduro in Pani è “fuori luogo”. Punto.

Non capisco come Mauro Nalato - che non conosco personalmente e con il quale ho avuto finora, mi sembra, solo dei civili “scambi di vedute”, pur da posizioni diametralmente opposte, sulla stampa - possa giudicarmi una persona “da sempre” intollerante e indisponibile al confronto e al dialogo. Non sopporto, è vero, chi viola impunemente la legge e, come ben sanno gli escursionisti che hanno la sventura di imbattersi nei motociclisti che percorrono i sentieri di montagna, chi risponde in modo arrogante quando si fa loro notare che esistono dei divieti e dei regolamenti da rispettare. Se questo, l’aver documentato dei fatti ed espresso delle opinioni diverse da quelle di Nalato, giustifichino la sua definizione categorica, lascio ai lettori giudicare.

Venendo agli “errori” di cui mi si rimprovera nella lettera di sabato 22 agosto, vorrei rassicurare Nalato che nel nostro comunicato non abbiamo definito il raduno di moto da enduro svoltosi nella conca di Pani il 26 luglio una “gara”, bensì una “invasione”, che un minimo di buon senso, prima ancora della sensibilità ambientale, avrebbe dovuto evitare.

Non c’erano giudici di gara e cronometristi, né sono state stilate classifiche, ma i prati sono comunque stati trasformati in una “pista” ed è questo che è grave e che abbiamo denunciato. Nalato sostiene che l’area non è sottoposta “a vincolo”, però dimentica che ci sono leggi regionali che interdiscono il transito di veicoli a motore su percorsi fuoristrada, sentieri, mulattiere e sulla maggior parte delle strade forestali. Ci troviamo, poi, nella parte più bella e conosciuta del Parco Intercomunale delle Colline Carniche, dove vige un Piano Comunale di Classificazione Acustica che dovrebbe escludere il rombo di motori udibili a centinaia di metri di distanza. Quanto al film “Carnia 1944. Un’estate di libertà” di Marco Rossitti, che ha per locandina proprio un’inquadratura girata nei luoghi in cui sono passate le moto, dispiace che Nalato non lo conosca o non l’abbia visto, perché uno dei suoi scopi era proprio quello di far conoscere la bellezza e la sensazione di pace che trasmette il nostro paesaggio. Il 26 luglio sono stati proprio dei turisti indignati a segnalarci le evoluzioni delle moto da enduro, e non credo proprio che il territorio ed i prodotti della zootecnia montana abbiano bisogno delle “scorribande” di qualche decina di appassionati di enduro per farsi conoscere.

A Nalato ha dato fastidio il mio riferimento alla Resistenza. Gli ricordo allora le parole di Papa Francesco - “non siamo i padroni della terra, non possiamo fare tutto quello che vogliamo” – perché le trasmetta anche ai suoi amici per una utile riflessione.

Tolmezzo, 27 agosto 2015

Marco Lepre, circolo Legambiente della Carnia