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Una pista da autocross tra le Dolomiti?

Pista autocross nelle Dolomiti ?????Tolmezzo, 1 febbraio 2016

Sconcerto e protesta degli ambientalisti

Una pista da autocross tra le Dolomiti?
Interrogativi sul ruolo dell’Amministrazione Comunale di Forni di Sotto

La parola Dolomiti – anche senza bisogno di sottolineare che dal 2009 questo territorio fa parte del patrimonio riconosciuto dall’UNESCO - richiama immediatamente al pensiero concetti come natura, pareti verticali, ambiente incontaminato, paesaggi e vedute unici, cultura di montagna, bellezza, pace e silenzi ... tutto, cioè, meno che rombo di motori, inquinamento, derapate, rincorse tra auto scassate. Eppure quello che è accaduto durante due domeniche di gennaio a Forni di Sotto, a sole poche centinaia di metri in linea d’aria dai confini del Parco naturale delle Dolomiti Friulane, è proprio questo.

In una “pista” di circa 600 metri, ricavata abbattendo vari alberi, in “località Pescatori”, a pochi metri dalle rive del Tagliamento – e quindi in zona protetta – si sono dati appuntamento qualche decina di “appassionati” degli sport motoristici, provenienti in buona parte dal Veneto, per dare vita a un evento, il cui scopo era regalare “il brivido della guida su neve e ghiaccio” non solo a piloti, ma anche a principianti. A disposizione del pubblico, previo pagamento di una quota per il noleggio e l’accesso al circuito, alcune auto da rally e da cross, anche prive di targa e in condizioni precarie, mentre per la neve, dato l’andamento climatico, si è dovuti ricorrere a quella artificiale prodotta da un “cannone” appositamente trasportato.
L’iniziativa, che pare sia stata promossa da privati e dal locale “Albergo Diffuso”, appare di per sé discutibile e poco adatta al contesto naturale e paesaggistico che dovrebbe costituire il maggior motivo di richiamo per i turisti, ma contrasta anche palesemente con varie leggi e regolamenti.
“Sia che si sia trattato di un evento occasionale e sporadico – evidenzia in una nota Legambiente – sia che la pista sia destinata a divenire stabile e a ospitare altre iniziative in futuro, ci troviamo davanti a un evidente contrasto con la destinazione urbanistica dell’area e con lo stesso Piano Comunale di Classificazione Acustica. Non risulta poi sia stata concessa l’autorizzazione ambientale indispensabile in questi casi, né sia stata effettuata la valutazione d’incidenza rispetto alla presenza del vicino Parco delle Dolomiti Friulane. Agli uffici della Comunità Montana della Carnia, ente responsabile del rilascio di eventuali autorizzazioni in deroga ai divieti per il transito di veicoli a motore su percorsi di montagna previsti dalla legge 15/1991, non è mai stata presentata inoltre una domanda in tal senso”.
“Appare improbabile – commenta il presidente del circolo Legambiente della Carnia, Marco Lepre – che l’Amministrazione Comunale sia stata all’oscuro di queste attività, del resto pubblicizzate con locandine e su siti internet, che hanno coinvolto terreni di proprietà pubblica. Ci chiediamo, quindi, come mai si sia consentito o tollerato il loro svolgimento e quali provvedimenti siano stati presi. Inspiegabile, poi, è la presenza in funzione di assistenza e supporto per una manifestazione che ha risvolti economici a favore di privati, di mezzi e personale della locale protezione civile”.
Come è noto, il Sindaco di Forni di Sotto ha già ricevuto la scorsa estate una “bandiera nera” da parte della nota associazione ambientalista. “Non vorremmo – conclude Lepre – che ci trovassimo davanti a una realtà territoriale in cui il rispetto delle leggi e delle più elementari norme appare sospeso”.

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