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Circolo di Monfalcone

Circolo di Monfalcone

Sulla gestione dei rifiuti serve un approccio non ideologico

Le dichiarazioni del neo Sindaco di Monfalcone Cisint sull’organizzazione della raccolta dei rifiuti non lasciano presagire nulla di buono e, in merito all’affermazione che il sistema di raccolta domiciliare, cosiddetto “porta a porta” sarebbe obsoleto, va detto che non trova riscontro in nessun mondo reale, dove sono i dati (quelli sui costi complessivi tra le diverse opzioni, quelli sulle percentuali di raccolta differenziata, quelli sulla produzione procapite dei rifiuti…) a governare il sistema. Pare che di questo siano convinti i numerosi Sindaci di Comuni governati anche dal centrodestra/lega del vicino Veneto, che proprio tre giorni fa hanno partecipato al forum sui “Comuni ricicloni” di Legambiente.

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La darsena di Punta Barena è un'offesa alla tutela della natura

Legambiente: La darsena di Punta Barene è un’offesa alla tutela della natura.
Chiediamo al Comune e alla Regione chiarezza sul numero di posti barca e sulle norme di fruizione

In riferimento all’Articolo pubblicato sul Piccolo del 14 ottobre dal titolo “Grandi pulizie a Punta Barene al posto dei rifiuti 200 barche”, come circolo di Legambiente ci sentiamo di rinnovare tutta la nostra contrarietà alla darsena di Punta Barene, di prossima realizzazione all’interno della Riserva Naturale “Foce dell’Isonzo”. Un’iniziativa che nulla ha a che vedere con gli obiettivi e le finalità di una riserva naturale. Una ferita profonda ai principi più veri della tutela della natura, un esempio di ciò che non si dovrebbe fare all’interno di un’area protetta, dal punto di vista tecnico-scientifico, amministrativo, gestionale e peggio culturale. E non si può dire che in tutti questi anni non siano mancati appelli alla ragionevolezza, al buon senso … Ma si è deciso di tirare dritto.

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PIM a Gradisca: una giornata all'insegna della cura del territorio e dell'integrazione

16 PIM Gradisca CARA BrignoliComunicato stampa         Monfalcone, 10/10/2016

Puliamo il Mondo a Gradisca, sabato mattina, è stato molto di più di un’operazione di pulizia dai rifiuti abbandonati. La partecipazione di ottanta ragazzi richiedenti asilo del CARA e di tre classi dell’istituto agrario “Brignoli”con le loro insegnanti, è stata una splendida occasione per favorire la conoscenza reciproca, per prendersi cura del territorio, per abbattere i muri della diffidenza e lanciare un messaggio forte alla comunità, non sempre ben disposta verso gli immigrati.

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Legambiente sulla fidejussione fasulla per Grado 3: “Siamo alla farsa, Grado deve voltare pagina!”

GradoMonfalcone, 7 agosto 2016

Legambiente sulla fidejussione fasulla per Grado 3: “Siamo alla farsa, Grado deve voltare pagina!”

Dopo il flop del progetto “Vivere in Laguna”, meglio conosciuto come “Zamparini city”, che intendeva riversare su Grado 400.000 metri cubi di nuove edificazioni, ora siamo all’atto finale dell’altro progetto di cementificazione del territorio, Grado 3 o “Sacca dei Moreri”.

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Il cibo che unisce

biciclettaLegambiente, in collaborazione con il Comune di Gradisca e Caritas diocesana, organizza l'evento conclusivo del progetto "ColOURs", costruito intorno al concetto di intercultura con l’obiettivo di mettere in relazione una comunità di italiani e stranieri, in questo caso i richiedenti asilo ospiti del C.A.R.A. di Gradisca. L'appuntamento è rivolto a ragazzi e adulti

IL CIBO CHE UNISCE

(Progetto ColOURs)

Gradisca d’Isonzo Presso Ricreatorio Coassini, via Campiello Emo 2 SABATO 16 luglio ritrovo ore 10:30 ore 11:00 laboratorio aquiloni (curato da Caritas) ore 12:30 pranzo conviviale Per il pranzo, i posti sono limitati.

E’ consigliata la prenotazione per info / contatti: 3283648063 Michele 3347787849 Valentina

 

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Stop carbone a Monfalcone: A2A segua l'esempio di Vado Ligure

A Vado Ligure Tirreno Power abbandona il carbone: A2A ne segua l’esempio

Associazione “Comitato Rione Enel”- Legambiente Circolo “Ignazio Zanutto” - Comitato “NO Carbone Isontino”

Monfalcone, 16 giugno 2016 

Nei giorni scorsi abbiamo appreso dagli organi d'informazione che Tirreno Power, società che gestisce, tra le altre, la centrale di Vado Ligure, ha deciso di rinunciare definitivamente alla riattivazione dei gruppi alimentati a carbone, ora sotto sequestro da parte della magistratura.

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