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Circolo Prealpi Carniche

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25^ Marcia di alpinisti ambientalisti a Casera e Forcella Palantina

Legambiente FVG sostiene la manifestazione a difesa dall'insidia di piste ed impianti sciistici.

domenica 11 novembre 2012

PER CHI HA A CUORE IL FUTURO DEL CANSIGLIO QUESTO E’ UN APPUNTAMENTO A CUI NON MANCARE, DANDO INOLTRE IL PROPRIO CONTRIBUTO NEL DIFFONDERE L’INFORMAZIONE ED INVITARE ALLA PARTECIPAZIONE.

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Amianto sul Cellina: un disastro annunciato


COMUNICATO STAMPA

AMIANTO SUL CELLINA: UN DISASTRO ANNUNCIATO

Non possiamo provare altro che sconcerto e rabbia di fronte al disastro ambientale che si è perpetrato sul fiume Cellina a Montereale.
Nonostante due anni di ripetuti appelli e denunce con cui segnalavamo la drammatica urgenza di intervenire su un grosso deposito di guarnizioni di amianto interrato sulla sponda del fiume, nulla è stato fatto.

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Torrente Compol: le osservazioni del Circolo sulla domanda di derivazione

Il Circolo Legambiente delle Prealpi Carniche ha presentato le proprie osservazioni sulla domanda di concessione di derivazione d'acqua dal Torrente Compol ad uso idroelettrico nel Comune di Cimolais

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Centraline sull’Arzino: la longa manus degli speculatori sulle acque del torrente

L’ipotesi di sfruttamento idroelettrico del torrente Arzino ha origini lontane. Negli anni 50’ la SADE, come qualsiasi imprenditore serio dovrebbe fare, prima di progettare un eventuale impianto idroelettrico sul torrente Arzino, avviò una campagna di misure di portata atta a verificare se l’ipotesi imprenditoriale fosse economicamente sostenibile. Dopo anni di misurazioni, complice la scarsa portata fluente in alveo e l’assenza di salti di quota notevoli si decise, dati alla mano, che non conveniva installare impianti idroelettrici sul torrente. Dopo decenni di tranquillità, l’introduzione di incentivi estremamente generosi che tutti noi paghiamo attraverso le bollette, ha indotto diversi privati a presentare progetti di derivazione idroelettrica dell’Arzino basandosi su dati vecchi di 50 anni fa (gli stessi che hanno indotto la SADE ad abbandonare l’idea di utilizzare il torrente a fini idroelettrici). Una situazione “indecente” soprattutto alla luce di quanto successo in questi giorni a proposito dell’impianto idroelettrico in progetto in alta val d’Arzino.

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Motocavalcata delle Prealpi Carniche: i sentieri sono fatti per andare a piedi; no al turismo con le moto!

Comunicato stampa                           11 giugno 2012

Il C.A.I. e le associazioni ambientaliste contro la Motocavalcata delle Alpi Carniche

Da qualche mese sul sito web http://www.motocavalcata.blogspot.it/ viene pubblicizzata l’edizione 2012 della “Motocavalcata delle Alpi Carniche”, una manifestazione non competitiva, riservata agli appassionati di enduro, che dovrebbe svolgersi il 16 e 17 giugno prossimi, interessando strade forestali, mulattiere e sentieri di montagna, con un percorso complessivo superiore ai 250 chilometri.

In realtà, fino a qualche giorno fa, l’iniziativa non solo non risultava ancora autorizzata, ma addirittura è stata presentata per l’esame dei competenti uffici della Comunità Montana in ritardo rispetto ai termini fissati dal regolamento e, a norma, non avrebbe dovuto, quindi, venire neppure presa in considerazione. Non è la prima volta che queste “anomalie” accadono e la sensazione è che gli organizzatori lo facciano di proposito, con lo scopo di mettere “pressione” sulle autorità, ponendole di fronte ad un certo numero di prenotazioni alberghiere già arrivate e alle conseguenze negative che potrebbero derivare da un diniego allo svolgimento dell’iniziativa.
Lo denunciano, in una nota congiunta, il C.A.I. (Club Alpino italiano) regionale e le principali associazioni ambientaliste (Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness e W.W.F.) che esprimono forti riserve sull’ iniziativa. 

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Arzino: inutili difese spondali lungo le rive a San Francesco distruggono l'habitat!

Comunicato stampa                                                           Udine, 6 giugno 2012

E’ in corso la realizzazione di un complesso di difese spondali lungo un tratto dell’Arzino a monte del paese di San Francesco, uno scempio perpetrato in contemporanea alla costruzione di una strada di accesso ad alcuni fondi, il cui danno si sommerebbe con quello provocato dalla possibile centrale idroelettrica di Marins. I lavori, del valore complessivo di oltre 200 mila euro, sono stati commissionati dalla Comunità montana del Friuli occidentale: lo scopo ufficiale è di realizzare una pista d’esbosco e una scogliera in pietrame a protezione di un tratto del torrente Arzino lungo alcune centinaia di metri. Nella realtà dei fatti non si comprende la necessità di un’opera di tal genere. La pista serve un’area con bosco rado di poco pregio: il valore complessivo del legname ricavabile non supera alcune migliaia di euro. Non essendoci né abitazioni né infrastrutture da proteggere, la scogliera avrebbe soltanto lo scopo di proteggere la strada in corso di completamento e attenuare una modesta erosione in atto in sponda destra. Meglio sarebbe stato evitarne totalmente la costruzione o realizzare la difesa spondale servendosi completamente di tecniche di ingegneria naturalistica limitando così l’uso di massi a vista.
Oltre a degradare e deturpare il paesaggio, la costruzione della scogliera ha invece letteralmente “sconvolto” l’alveo dell’Arzino. Per ridurre i costi la maggior parte dei massi necessari alla realizzazione della scogliera sono stati estratti direttamente dall’alveo. Questo tratto dell’Arzino si è così trasformato in una distesa di ghiaia grossolana e uniforme, priva delle caratteristiche morfologiche che, prima dell’intervento, favorivano la vita dei pesci e degli organismi che popolavano le sponde. L’alveo è diventato più ampio, il tirante d’acqua è molto più sottile: tutto ciò può mettere in serio pericolo la continuità idrica del torrente soprattutto se sarà realizzata la centralina idroelettrica di Marins, un’opera che comporterà necessariamente una forte diminuzione della portata d’acqua presente in questo punto del torrente.
Legambiente spera che interventi inutili come questo appena descritto siano messi al bando definitivamente e si augura che la nuova amministrazione del comune di Vito d’Asio si mostri più sensibile della precedente verso l’Arzino, un torrente dotato di pregio ambientale unico a livello regionale. E tutto da preservare e valorizzare!


Legambiente FVG onlus
Circolo di Legambiente di Montereale Valcellina

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