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Circolo Prealpi Carniche

Circolo Prealpi Carniche

Proposta di adesione alla campagna "Comune Anti-transgenico"

Come accade da qualche anno, all'inizio di ogni stagione agraria, ritorna alla ribalta della cronaca il tema degli OGM in agricoltura.
Alcuni agricoltori che fanno riferimento a un sedicente “Movimento Libertario” (?) hanno dichiarato di essere pronti a seminare il mais OGM segnalando che hanno a disposizione 52.000 sacchi di sementi. Considerato che sarebbe un atto illegale, speriamo che qualcuno si preoccupi di verificarne l'esistenza e provveda eventualmente al sequestro.
Inoltre da pochi giorni il Governo Italiano ha presentato una richiesta alla Commissione Europea affinchè venga sospesa, in Italia e negli altri paesi europei, l'autorizzazione alla semina del mais OGM Mon810, in attesa di accertarne la nocività per la salute umana sulla base di nuovi dati scientifici accertati da una indagine del CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura).

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Percorso archeologico-naturalistico Centrale di Malnisio e laghetto Cjasarile

Il percorso  naturalistico e di archeologia industriale MV07, che si snoda dalla Centrale di Malnisio allo sbocco della  galleria della Monciaduda, al laghetto del Cjasarile fino allo sfioratore del  Bennata   attraverso il vecchio canale derivatore, è stato ideato per rendere  visitabile una parte delle grandiose opere costruite tra il 1900 e il 1905 per lo sfruttamento delle acque del Cellina per la produzione di energia elettrica.

Il Circolo Legambiente delle Prealpi Carniche ha effettuato un lungo e minuzioso lavoro di pulizia di tutta l'area del Ciasarile. Il passo successivo sarà  rendere fruibile il sito attraverso un percorso naturalistico e di archeologia industriale Per questo nei tratti più esposti sopra il muraglione del canale di scarico verranno installate, con l'autorizzazione di Edipower,proprietaria dell'area, delle protezioni con paletti e cordine metalliche. E' inoltre stata chiesta l'autorizzazione per l'installazione di  una paratoia di modeste dimensioni per creare un laghetto con la funzione di oasi naturalistica. Vista l'entità del lavoro, il Circolo confida nell'aiuto di volontari e sta cercando di reperire  i fondi necessari alla stampa e pubblicazione  di un opuscolo illustrativo.

In allegato la planimetria dell'ipotetico percorso con alcune immagini.

Allegati:
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25^ Marcia di alpinisti ambientalisti a Casera e Forcella Palantina

Legambiente FVG sostiene la manifestazione a difesa dall'insidia di piste ed impianti sciistici.

domenica 11 novembre 2012

PER CHI HA A CUORE IL FUTURO DEL CANSIGLIO QUESTO E’ UN APPUNTAMENTO A CUI NON MANCARE, DANDO INOLTRE IL PROPRIO CONTRIBUTO NEL DIFFONDERE L’INFORMAZIONE ED INVITARE ALLA PARTECIPAZIONE.

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Amianto sul Cellina: un disastro annunciato


COMUNICATO STAMPA

AMIANTO SUL CELLINA: UN DISASTRO ANNUNCIATO

Non possiamo provare altro che sconcerto e rabbia di fronte al disastro ambientale che si è perpetrato sul fiume Cellina a Montereale.
Nonostante due anni di ripetuti appelli e denunce con cui segnalavamo la drammatica urgenza di intervenire su un grosso deposito di guarnizioni di amianto interrato sulla sponda del fiume, nulla è stato fatto.

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Torrente Compol: le osservazioni del Circolo sulla domanda di derivazione

Il Circolo Legambiente delle Prealpi Carniche ha presentato le proprie osservazioni sulla domanda di concessione di derivazione d'acqua dal Torrente Compol ad uso idroelettrico nel Comune di Cimolais

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Centraline sull’Arzino: la longa manus degli speculatori sulle acque del torrente

L’ipotesi di sfruttamento idroelettrico del torrente Arzino ha origini lontane. Negli anni 50’ la SADE, come qualsiasi imprenditore serio dovrebbe fare, prima di progettare un eventuale impianto idroelettrico sul torrente Arzino, avviò una campagna di misure di portata atta a verificare se l’ipotesi imprenditoriale fosse economicamente sostenibile. Dopo anni di misurazioni, complice la scarsa portata fluente in alveo e l’assenza di salti di quota notevoli si decise, dati alla mano, che non conveniva installare impianti idroelettrici sul torrente. Dopo decenni di tranquillità, l’introduzione di incentivi estremamente generosi che tutti noi paghiamo attraverso le bollette, ha indotto diversi privati a presentare progetti di derivazione idroelettrica dell’Arzino basandosi su dati vecchi di 50 anni fa (gli stessi che hanno indotto la SADE ad abbandonare l’idea di utilizzare il torrente a fini idroelettrici). Una situazione “indecente” soprattutto alla luce di quanto successo in questi giorni a proposito dell’impianto idroelettrico in progetto in alta val d’Arzino.

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