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Sghiaiamento del lago di Barcis

digaCOMUNICATO CIRCOLO LEGAMBIENTE PREALPI CARNICHE

Il giorno 18 febbraio 2017 il nostro Circolo ha organizzato un’assemblea pubblica sul problema dello sghiaiamento del lago di Barcis. Durante l’incontro, a cui ha partecipato in rappresentanza della Regione l’assessore Panontin, il tema è stato analizzato nella sua complessità ed era emersa l’esigenza di un approfondimento tecnico ed economico per valutare le varie ipotesi che si prospettavano per il trasporto degli inerti a valle.

 

In particolare si manifestava l’esigenza di trovare soluzioni che garantiscano la continuità nel tempo, tempi d’ammortamento adeguati e impatti ambientali limitati. No quindi a soluzioni immediate e semplicistiche ma valutazione attenta di costi, benefici e impatti ambientali. L’incontro è terminato con l’impegno dell’assessore Panontin a convocare un tavolo con tecnici, amministratori e associazioni per un confronto sulle proposte e trovare possibilmente delle soluzioni condivise.

Da allora, e sono passati 8 mesi, non siamo mai stati convocati e ufficialmente non sappiamo se e cosa si stia progettando. Però le indiscrezioni giungono anche ai nostri orecchi e pare si stia lavorando sul progetto che prevede l’uso esclusivo del trasporto su gomma con la ripresa del progetto del 2003 per quanto riguarda l’attraversamento dell’abitato di Barcis e un possibile riutilizzo della vecchia strada di “Bastia” attorno al monte Castello per bypassare l’abitato di Montereale e scendere sul greto del Cellina per poi raggiungere, sempre con i camion, la pianura pordenonese.

Se così fosse è una soluzione che ci vede fermamente contrari perché:
- è la più semplicistica ma anche la più impattante nel tempo con disagi continui alla viabilità, rischi e inquinamento ambientale;
- perché non c’è stata alcuna valutazione di soluzioni alternative che prevedano ad esempio il trasporto su nastro e ferrovia o sistemi misti con l’utilizzo solo parziale dei camion;
- perché per poter transitare con i camion lungo la vecchia strada della Valcellina (o di Bastia) sono necessarie opere devastanti dal punto di vista ambientale;
- perché la strada di Bastia è una strada storica ora pista ciclabile per cui si sono spesi 200.000 euro e rappresenta la continuità con la futura pista ciclabile della Valcellina (ex SS251);
- perché la strada di Bastia è la via d’accesso al Castello di Montereale del XIII secolo;
- perché sono anni che lavoriamo per rendere usufruibile a locali e turisti quel sito di straordinario interesse storico, archeologico e ambientale

LA STRADA DI “BASTIA” NON SI TOCCA e rimaniamo in attesa che l’assessore Panontin mantenga le promesse e ci convochi.

Montereale 06 novembre 2017

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