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Circolo di Trieste

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Quattro chiacchere sul piano regolatore: cos'è e come funziona

Conversazione con Legambiente per spiegare lo strumento del Piano Regolatore

in via Donizetti 5/a a Trieste - venerdì 27 gennaio 2012, ore 18.00

Cos’è un piano regolatore, a cosa serve, quali sono le fasi della sua redazione ed approvazione, come possono i cittadini - che ne sono in definitiva i veri utenti - influire sulle scelte per il futuro del proprio territorio.
Relatrice sarà l’arch. Lucia Sirocco, vice-presidente e responsabile del settore urbanistica di Legambiente Trieste.
Seguirà un dibattito con il pubblico, nel quale l’argomento potrà essere approfondito anche in riferimento alle recenti vicende del piano regolatore del Comune di Trieste.

Circolo Verdeazzurro LEGAMBIENTE Trieste
Via Donizetti, 5/a - 34133 Trieste
tel. 366-3430369 - fax 040-9890553

Il museo ferroviario di Trieste rischia la chiusura

IL MUSEO FERROVIARIO DI TRIESTE CAMPO MARZIO RISCHIA DI CHIUDERE PER COLPA DELL’AVIDITA’ DELLE SOCIETA’ PROPRIETARIE E GESTRICI DELL’IMMOBILE E A CAUSA DELLA PASSIVITA’ DELLA REGIONE.

Nel contesto delle dismissioni e svendite generalizzate del patrimonio storico delle ferrovie italiane, “privatizzate” con la cessione gratuita a Ferrovie dello Stato di ciò che per decenni i contribuenti hanno finanziato con le loro tasse, la società Ferservizi (del gruppo FS), privata ma di proprietà pubblica, ha già cercato inutilmente di vendere la storica stazione di Trieste Campo Marzio, costruita nel 1906 quale stazione di testa della Ferrovia Transalpina e fortunatamente sottoposta a vincolo dalla Soprintendenza.

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Festa del Tesseramento

mercoledi' 16 novembre alle 18.30
nella sede di via Donizetti, 5/a a Trieste

Il Circolo Verdeazzurro di Trieste invita soci e simpatizzanti a partecipare alla

Festa del tesseramento


Il PRGC di Trieste è inadeguato

Legambiente                        Italia Nostra


Nuovo piano regolatore di Trieste. Legambiente e Italia Nostra:

“Le direttive della Giunta comunale sono inadeguate.”


Le direttive per il nuovo piano regolatore, di recente varate in via preliminare dalla Giunta comunale e su cui i Consigli circoscrizionali hanno espresso i loro pareri, sono inadeguate.

Lo affermano Legambiente e Italia Nostra, che in proposito hanno inviato nei giorni scorsi un ampio documento di osservazioni e richieste di modifica al sindaco Cosolini, agli assessori Omero e Marchigiani e ai consiglieri comunali.


Il documento della Giunta contiene, da un lato, una serie di indirizzi generali, che però non sono in grado di salvaguardare il territorio dagli interventi in contrasto con la nuova impostazione del piano fino all’adozione dello stesso, dall’altro riduce gli indici di fabbricabilità di alcune zone residenziali, ma non interviene su molte delle criticità della variante 66 (cioè il piano regolatore della Giunta Illy, approvato nel 1997 e tornato pienamente in vigore dall’agosto scorso),

Sarebbe stata opportuna innanzitutto, osservano gli ambientalisti, un’analisi delle criticità e delle carenze della variante 66, per evidenziare quella radicale svolta nelle strategie di gestione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, rispetto alla 66, che la cittadinanza si aspetta e che appare invece molto sfumata nelle direttive della Giunta comunale.

La richiesta che le associazioni hanno rivolto all’Amministrazione comunale è perciò di introdurre direttive specifiche che siano effettivamente in grado di imprimere questa svolta nella politica urbanistica e che prevedano ad esempio: la revisione del dimensionamento del piano (rispetto ai 270.000 abitanti teorici della 66), la revisione delle zone artigianali-industriali in Carso (incompatibili con la tutela del paesaggio), l’eliminazione delle zone B0 (da convertire in zone A di centro storico), la revisione dei perimetri delle zone B (incongruamente ampliate dalla 66), l’eliminazione delle zone di espansione BT e C (assurde, a fronte di un vastissimo patrimonio edilizio inutilizzato o sottoutilizzato), l’eliminazione di previsioni smaccatamente in contrasto con la tutela dell’ambiente e del paesaggio, quali il canile previsto a Fernetti, il cimitero per animali a Cologna, e così via. Si invita poi l’Amministrazione a non utilizzare in futuro strumenti derogatori, come gli accordi di programma, utilizzati per operazioni quali quelle dell’ex Maddalena e della “Trieste International School”, che sfuggono dalla logica del piano e da procedure partecipate.

Vanno poi previste norme per la tutela degli elementi caratteristici del paesaggio carsico e costiero (pastini, doline, landa, muretti a secco, siepi alberate, ecc.), mentre dev’essere chiara la rinuncia ad infrastrutture ad elevato impatto ambientale, come gli impianti industriali a rischio di incidente rilevante (rigassificatore, in primis) e la linea ferroviaria TAV.

Quanto al regime di salvaguardia, che deve accompagnare le direttive, è indispensabile – osservano Legambiente e Italia Nostra – che queste riguardino anche gli interventi edilizi previsti dai piani particolareggiati adottati (e, con il supporto di adeguate motivazioni, anche quelli approvati).

Solo in questo modo, secondo le associazioni, le dichiarazioni di principio contenute nelle direttive sul contenimento del consumo di suolo, sulla tutela del paesaggio e dell’ambiente e sul riuso del patrimonio edilizio esistente, non rimarranno mere intenzioni contraddette dalle scelte concrete, ma diventeranno l’asse portante del nuovo piano regolatore.

“Una nuova politica urbanistica -  aggiungono Legambiente e Italia Nostra - attenta alla qualità dell’ambiente e del paesaggio, come pure a quella della vita urbana, incentrata  sul recupero ed il riuso intelligente delle aree già urbanizzate ed edificate, lungi dal  penalizzare l’attività edilizia in questo momento di crisi, potrebbe essere  anzi un potente strumento di riqualificazione e crescita tecnologica per il comparto edilizio e le professioni legate ad esso.”

L’inadeguatezza del testo di direttive varato dalla Giunta dipende, secondo Legambiente e Italia Nostra, anche dal fatto che – nonostante le promesse del sindaco – è mancato un vero processo partecipativo preliminare alla stesura delle stesse. Tutto si è risolto, infatti, in una frettolosa “consultazione” di ordini professionali, categorie economiche e associazioni ambientaliste, senza un’effettiva volontà di confronto ed approfondimento sui contenuti delle direttive.

“E’ ancora possibile – concludono Legambiente e Italia Nostra – che la Giunta comunale apporti le necessarie correzioni al testo delle direttive, prima della discussione finale e del voto in Consiglio comunale. Qualora ciò non avvenisse, si auspica che siano i consiglieri a provvedere.”





Italia Nostra - Sezione di Trieste, via del Sale 4/b, 34121 Trieste, tel. 040 304414, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Legambiente - Circolo Verdazzurro, via Donizetti 5/a, 34133 Trieste, tel. 040 577013, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Trieste per tutti

Si intitola “Trieste per tutti. Mobilità sostenibile 2011 – 2016” il documento scritto dalle associazioni cittadine, tra cui Legambiente, che si occupano, a più titoli, di mobilità urbana attenta e rispettosa dei diritti di tutti gli utenti della strada, definito e presentato nel corso delle giornate di martedì 20, mercoledì 21 e giovedì 22 settembre 2011, a conclusione della Settimana Europea della Mobilità 2011 alla quale il Comune di Trieste ha aderito.

Articolato in sei aree tematiche: pedonalità, ciclabilità, trasporto pubblico, intermodalità, mobilità per bambini e giovani, mobilità per persone con disabilità, il documento si chiude con alcune indicazioni di metodo, fra le quali la necessità di aprire il processo di pianificazione e attuazione alle pratiche di partecipazione dei cittadini e di prevedere verifiche in itinere, la prima della quale con scandenza ad un anno, nel corso della prossima edizione 2012 della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.

Leggi il documento “Trieste per tutti. Mobilità sostenibile 2011 – 2016″

Assemblea ordinaria dei Soci del Circolo di Trieste


mercoledi' 26 ottobre 2011
alle ore 17.00, in prima convocazione - alle ore 18, in seconda convocazione,
in via Donizetti n. 5/a, a Trieste


Assemblea ordinaria dei soci

Ordine del Giorno:

1) relazione del Presidente;

2) relazione del Segretario sull'attivita' del Circolo e sul bilancio;

3) modifiche allo statuto del Circolo;

4) congresso regionale: presentazione di eventuali mozioni;

5) varie ed eventuali

all'assemblea potrete inoltre firmare la lista di candidature che presenteremo al prossimo congresso regionale che si terra' a Zugliano di UDINE, sabato 5 novembre 2011.