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Escursione in treno e a piedi tra Sesana e San Daniele del Carso

logo CIRCOLO tsDomenica 22 ottobre

Programma:

  • ore 14: ritrovo  all’ingresso dell’Orto Botanico di Sežana (Villa Mirasasso), Partizanska Cesta 2Possibile parcheggio nelle vicinanze; visita al giardino di Villa Mirasasso, ora Orto Botanico del comune di Sežana; al termine trasferimento a piedi alla stazione di Sežana
  • ore 16.25: partenza per Štanjel con arrivo alle 
  • ore 16.45: passeggiata fino al giardino Ferrari, realizzato dall’architetto Maks Fabiani, al nucleo del paese ed infine di nuovo alla stazione:
  • ore 19.23: treno per Sežana con arrivo
  • ore 19.43: cena conviviale al ristorante “Pri Dragici”, nei pressi del ritrovo iniziale.

Quota di partecipazione: soci 25 €, non soci 30 €  (ingresso Orto Botanico, biglietto treno A/R Sežana-Štanjel,cena)

ATTENZIONE: causa posti limitati, la prenotazione dev’essere fatta obbligatoriamente entro domenica 15 ottobre ai seguenti recapiti:

mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. cell. 366-5239111   

IL GIARDINO DI VILLA MIRASASSO A SEŽANA

La villa fu costruita nella seconda metć dell’800 dalla famiglia Scaramangà, triestini di origine greca, assieme all’ampio giardino di impronta romantica (giardino all’inglese). Il nome dato al complesso, “Mirasasso”, fa ovviamente riferimento alla pietraia che il Carso era allora, e si rivela in contrapposizione al più o meno coevo parco di Miramare. Dopo la seconda guerra mondiale la proprietà venne nazionalizzata ed andò incontro ad un periodo difficile, durante il quale subì un certo degrado e fu anche interessata dalla costruzione della nuova linea ferroviaria Sežana-Dutovlje, che taglia il giardino con una profonda ferita, senza peraltro rovinare troppo l’insieme. Il giardino è attualmente molto ben  gestito ed ospita un orto botanico ben curato; lo visiteremo nel momento della coloritura autunnale delle chiome.

IL GIARDINO FERRARI A ŠTANJEL

Questo è un giardino d’autore – del celeberrimo architetto Maks Fabiani. Si tratta di un impianto molto diverso da quello precedente: lo stile eclettico della Secessione viennese porta al recupero della tradizione rinascimentale del giardino all’italiana, con vasche e vialetti, pur in un impianto assai moderno, con largo uso del cemento; notevole la presenza dell’acqua in un ambiente difficile come quello carsico e su un terreno in forte pendenza.

LA FERROVIA TRANSALPINA

Il tratto di ferrovia che utilizzeremo per spostarci da un giardino all’altro non è interamente parte del percorso della Transalpina. Il tratto Sežana-Dutovlje fu infatti costruito dopo la seconda guerra mondiale dalle ferrovie della Jugoslavia per avere un collegamento nel proprio territorio tra le tratte della lineaMeridionale (Sudbahn-JužnaŽeleznica), che toccava Sežana, e della Transalpina, che da Trieste raggiungeva Gorizia (attualmente Nova Gorica) passando per Dutovlie e Štanjel. (Quindi noi viaggeremo sulla Transalpina solo in quest'ultima parte). Il collegamento risolveva un problema che in realtà era preesistente al nuovo confine, poiché le due ferrovie avevano avuto in periodo austro-ungarico due gestioni differenti, ostili e concorrenti: privata la Meridionale, del 1857, statale la Transalpina, del 1906-1913; le due linee non dovevano avere collegamenti tra di loro e questo è anche il motivo per cui Trieste ha due porti. La ferrovia Transalpina sarebbe dovuta essere una linea di vitale importanza per il porto di Trieste, già punto di arrivo della Meridionale proveniente da Vienna; ma la linea, aperta parzialmente dal 1906, fu completata fino a Salisburgo, con il tunnel dei Tauri (da cui il nome Tauerbahn-Turska Železnica-Ferrovia dei Tauri ) soltanto nel 1913. In quell’anno il porto di Trieste registrò il massimo dei suoi traffici, ma già l’anno seguente, con lo scoppio della prima guerra mondiale, il traffico crollò, e dopo la guerra la linea ferroviaria, divisa tra tre stati, perse ogni importanza, né mai più la recuperò. Questo anche per problemi tecnici che vi saranno illustrati a bordo del treno, problemi che peraltro non pregiudicano affatto il recupero di questa linea, almeno per il trasporto passeggeri, ora che i confini sono stati superati.