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Energia

Autonomia energetica della montagna

Comunicato stampa #autonomiaenergetica
Udine, 14 febbraio 2014

L’autonomia energetica della montagna:

idea utile e conveniente che può accompagnare la riforma del sistema delle autonomie locali

“La rinata volontà di autonomia energetica della montagna friulana, emersa dopo i lunghi black out dei giorni scorsi, conseguenti alle nevicate ed al brutto tempo eccezionali, è utile e conveniente” dice Elia Mioni, presidente regionale di Legambiente, “e ben venga l’ora che i sindaci si muovano tutti assieme per sostenere e realizzare questa idea”. 

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Il rigassificatore può essere un’opportunità che va verso la nostra proposta

Monfalcone, 11 dicembre 2013

Nessun pregiudizio nei confronti del rigassificatore da 800 milioni di metri cubi, che occupa da qualche giorno le cronache dei quotidiani locali. Legambiente aspetta ora di capire se un’ipotesi di realizzazione dichiarata alla stampa può diventare davvero un progetto concreto.

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A Monfalcone nessun futuro per il carbone

Legambiente scrive alla Presidente della Giunta regionale, Debora Serracchiani ed all’Assessore all’Energia, Sara Vito, per sollecitare un impegno più deciso nell’affrontare la delicata questione della centrale a carbone di Monfalcone.

L’associazione è convinta che la Regione debba assumere un ruolo più forte nell’indirizzare la politica energetica in Friuli Venezia Giulia e, nello specifico, intervenire nell’ipotizzata reiterazione dell’alimentazione a carbone della centrale.
Secondo Legambiente, l’impianto attuale, che dopo la recente dismissione dei due gruppi ad olio combustibile consta di due gruppi alimentati a carbone che risalgono rispettivamente al 1965 ed al 1970!!!, deve avviarsi senza rimpianti verso la fine della sua carriera.

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Legambiente FVG replica a Edipower

bandieraneraCOMUNICATO STAMPA
Udine,  12 agosto 2013

Edipower ci contesta l’assegnazione della Bandiera Nera per i danni causati dalla gestione dello svuotamento del bacino del Lumiei.
Una replica puntuale per evitare che le cose si ripetano a Verzegnis e altrove

Il comunicato su carta intestata di Edipower -che si allega in calce al presente articolo- a firma del responsabile comunicazione di A2A SpA per il Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, relativo al conferimento da parte di Legambiente della bandiera nera ad Edipower per il disastro provocato dallo sfangamento del bacino di Sauris, deve essere sembrato una autoassoluzione d’ufficio, una palese mistificazione della realtà verificata sul terreno e un metodo prepotente e coloniale verso il territorio interessato se, nonostante fosse inviato già il 1 agosto a tutti gli organi d’informazione operanti in regione questi lo abbiano trascurato, relegandolo  -  ben 10 giorni dopo -  in un angoletto in fondo alla pagina locale di un unico quotidiano in cronaca di Sauris. Chissà se solleciti siano venuti localmente …

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Stop al carbone: da Monfalcone un segnale per una svolta

Stop al carbone
Legambiente: da Monfalcone un segnale per una svolta alle produzioni di energia

Monfalcone, 23 luglio 2013

L’incontro pubblico di venerdì scorso sul futuro della centrale termoelettrica è stata un’ulteriore occasione per dimostrare alla società A2A che la riproposizione del carbone è una scelta sbagliata che il territorio non potrà mai accettare. Allo stesso tempo, il messaggio che ne vien fuori, che si aggiunge a quelli già lanciati in altri incontri pubblici organizzati da Legambiente e da Bisiacheria in Movimento, crediamo che sia arrivato forte e chiaro ai decisori politici che, sulla questione, dovranno formulare un loro parere.

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Come un fiume per i fiumi

banner appello pubblico belluno-835x1195APPELLO PUBBLICO

28 LUGLIO 2013

MANIFESTAZIONE CONTRO L’IPER-SFRUTTAMENTO IDROELETTRICO

COME UN FIUME PER I FIUMI

Vivendo nelle nostre valli montane, a dispetto della tutela dell’UNESCO e delle aree parco, dei siti Natura 2000, della bellezza del paesaggio, possiamo amaramente notare come ormai oltre il 90% dell’acqua dei nostri torrenti sia attualmente sfruttata per scopi idroelettrici e irrigui. I nostri fiumi sono stati oggetto di una riduzione smisurata della portata idrica per estesi tratti del loro corso naturale a causa degli innumerevoli impianti idroelettrici che, in molti casi, si accumulano uno dopo l’altro.

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