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Una piccola "Sella Nevea" tra Forni di Sopra e il Passo della Mauria

Promotur continua nella sua folle politica garantendo 13 milioni di euro per una nuova cabinovia e una pista di rientro.

Legambiente e WWF contestano il progetto e chiedono che sia assoggettato a valutazione d'impatto ambientale, nel documento inviato alla Regione.

Comunicato stampa - 19/10/2012

 

Forni di Sopra: chiesta la V.I.A. per l’ex ODA

    Legambiente e WWF contestano il progetto di insediamento turistico della Mauria  e chiedono l’assoggettamento a valutazione di impatto ambientale


    Il progetto di insediamento turistico-alberghiero ipotizzato attorno all’ex Colonia ODA, situata a poco più di 1000 metri di altitudine in località Mauria, in Comune di Forni di Sopra, sarà sottoposto nelle prossime settimane all’esame del Servizio Valutazione Ambientale della Regione, che dovrà stabilire se lo stesso necessita di una più attenta verifica o se è compatibile con l’ambiente e il paesaggio.
    Legambiente e il WWF hanno presentato a questo proposito delle “Osservazioni” nelle quali contestano l’intervento e mettono in evidenza vari aspetti di criticità, per i quali si ritengono indispensabili ulteriori analisi ed esami.

Come si ricorderà, il progetto di recupero della vecchia Colonia ODA e la sua trasformazione in albergo a 4 stelle è il risultato di una trattativa che ha coinvolto, da un lato, la società Immobiliare Gestim di Villorba di Treviso e, dall’altro, il Comune di Forni di Sopra e la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso Promotur. Quest’ultima si è impegnata a realizzare, con un investimento di circa 13 milioni di euro, una cabinovia di collegamento con il comprensorio sciistico del Varmost (Plan dai Poss) e una nuova pista di rientro tra Curnut e Mauria. La società veneta, in cambio, dovrebbe ristrutturare i circa 25.000 metri cubi della ex Colonia, attualmente in stato di abbandono, trasformandola in albergo dotato di piscina, centro benessere e ampio parcheggio, inoltre realizzerebbe, subito a valle, altri 54 mini-alloggi, per complessivi 12.000 metri cubi, disposti su 9 palazzine a tre piani.
    Secondo le associazioni ambientaliste, oltre alla necessità di un approfondimento su vari aspetti, come quelli legati alla situazione idrogeologica, al documentato rischio valanghe e ai disturbi arrecati alla fauna (in particolare i tetraonidi), lo studio presentato dall’Immobiliare Gestim non fornisce informazioni sulla disponibilità idrica necessaria sia a garantire l’innevamento artificiale delle piste che le esigenze dei circa 400 posti letto che verranno creati ex novo.

Un altro elemento che viene sottolineato è l’incerta prospettiva di successo di questi investimenti, considerate sia le conseguenze dei cambiamenti climatici - secondo dati elaborati dall’OSMER a Forni di Sopra, dal 1972 al 2008, si è rilevata una consistente riduzione sia dei giorni con copertura nevosa continuata (-45% circa), sia del numero di giorni nevosi (-43% circa) – che l’ammissione, contenuta nello studio presentato dagli stessi proponenti, che nella nuova struttura si avrà “un prevedibile ‘pieno’ solamente nel periodo tra Natale e l’Epifania, mentre nella restante parte dell’anno, le cifre saranno decisamente più contenute nel periodo estivo e probabilmente insignificanti nella stagione primaverile e autunnale”.
Che senso ha – si chiedono allora Legambiente e il WWF – creare, in una posizione ancora meno favorevole, una “piccola Sella Nevea” tra Forni di Sopra e la Mauria e investire un’ingente quantità di denaro pubblico (Promotur “brucia” già 20 milioni di euro all’anno!) con il rischio concreto che gli impianti restino chiusi per gran parte della stagione e le strutture vuote? È difficile pensare che, stante l’attuale crisi economica, ci sarà un incremento delle presenze turistiche ed è facile immaginare che l’insediamento della Mauria finirà per creare invece concorrenza alle strutture ricettive di Forni di Sopra.
Al posto di una cementificazione del territorio andrebbero prese in considerazione altre soluzioni, finalizzate ad un semplice recupero con destinazione pubblica della ex Colonia ODA. Si potrebbe pensare, ad esempio, alla sede estiva per corsi universitari, ad un centro studi legato alle Dolomiti Patrimonio UNESCO o alla possibilità di ospitare, nell’auspicata approvazione della Legge per l’introduzione del Servizio Civile obbligatorio, giovani provenienti da tutta Italia impegnati nella manutenzione del territorio e nella protezione civile.

Tolmezzo, 18 ottobre 2012                    (a cura di) Legambiente della Carnia

 

   

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