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Zamparini city: una iattura per Grado e per il turismo di qualità

Zamparini city: una iattura per Grado e per il turismo di qualità

Se si vuole fare ragionamenti su progetti futuri di Grado bisogna sempre ricordarsi del passato.

Se si guarda oggi la Pineta e per diversi aspetti anche la città giardino, non si può dire certo che siano un bell'esempio di edificazione.
Oggettivamente ci sono alcuni punti che fanno temere che la Zamparini city fra 20 anni assomigli alla Grado Pineta oggi, decentrata dal cuore cittadino, senza attività a respiro annuale e con in atto un processo di graduale degrado della qualità edilizia.
Il problema principale per la Zamparini City è capire, aldilà delle presentazioni più o meno ufficiali, vi sia un reale beneficio per la comunità gradese derivante da questo progetto.


Il valore commerciale dell'edificato in Zamparini city non è di per sè indice di beneficio per la collettività. Basti vedere esempi di località famose quali Forte dei Marmi, dove nonostante il valore di ville e villini viaggi ampiamente sopra i 10.000 Euro al metro quadro, gli operatori economici stanno soffrendo parecchio, perchè una quantità enorme di ricchezza semplicemente “transita”, senza essere trasformata in opportunità di lavoro.
La semplice realizzazione di seconde case porta opportunità di lavoro nell’immediato, ma non si può pensare di continuare a costruire e quindi consumare territorio indefinitamente. Il pagamento degli oneri di urbanizzazione copre la costruzione, i costi di manutenzione poi saranno a carico della collettività.
C'è poi il rischio concreto che dell'intero progetto venga realizzata solo la parte residenziale; se così fosse, il risultato sarebbe peggiore della situazione che abbiamo oggi a Grado Pineta, con il rischio di avere un'enorme area edificata destinata al degrado.
Si tratta insomma, in tutta evidenza vista l’enormità del progetto, di non limitarsi a dire che il progetto è esteticamente accettabile, che prevede pannelli solari e imbarcazioni elettriche. La questione di fondo è che questo progetto, a nostro avviso condiviso, ne siamo convinti, da una buona parte dei cittadini gradesi, non corrisponde per nulla alle esigenze di una località come Grado, apprezzata in Italia e soprattutto all’estero, per le sue caratteristiche storiche ed ambientali uniche. La realizzazione di Zamparini city avrebbe il significato di un peggioramento della qualità turistica generale e una banalizzazione di quella che, per ora, è ancora conosciuta come l’Isola del Sole.

Legambiente
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