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Sui tigli di Ronchi sentenza scritta prima della valutazione tecnica

Legambiente: sui tigli di Ronchi dei Legionari sentenza già scritta

La presentazione dello studio biomeccanico sullo stato di salute dei tigli di via Duca d’Aosta a Ronchi dei Legionari è stata, di per sé, illuminante, una sorta di delitto perfetto!
Infatti, con un’operazione all’incontrario, il Sindaco Vecchiet ha prima decretato la sentenza di abbattimento e solo successivamente, peraltro solo grazie all’energica sollevazione da parte di comitato di cittadini supportati da Legambiente, cercato le “prove” per giustificare un’operazione già decisa.


Dal punto di vista tecnico, lo studio dell’agronomo incaricato dal Comune, non è in discussione. Alle medesime conclusioni, a dir la verità un po’ meno drastiche, era giunta anche l’indagine del dottore forestale Ivan Snidero, che si è messo gratuitamente a disposizione di Legambiente e comitato. Molto diverse invece, sono le conclusioni che si possono trarre da un quadro che, sostanzialmente, ci dice che:
- Non ci sono rischi per la stabilità delle piante e, conseguentemente, per le persone (al contrario di altre situazioni, in Comune di Ronchi e non solo, dove la stabilità delle piante è evidentemente compromessa)
- Un terzo dei tigli non presenta particolari problemi sanitari, sarebbero “sacrificate” solo perché il gusto estetico del Sindaco non può essere messo in discussione!
- Sul resto delle piante sussistono problemi sanitari variabili da pianta a pianta; è probabile che un certo numero (tante? poche?) possano essere salvate senza troppo impegno.
- Anche senza alcun intervento, come affermato dal dottor Maroè, la quasi totalità dei tigli potrebbero vivere ancora a lungo, continuando a fornire il loro contributo paesaggistico, di assorbimento della CO2, di ombreggiatura dalla calura estiva, eccetera eccetera.
A questo punto il Sindaco è ad un bivio: ignorare l’appello dei suoi cittadini (e delle oltre 900 firme raccolte con la petizione per richiedere di risparmiare i tigli dall’abbattimento) e sposare le tesi più indifferenti alla valorizzazione del patrimonio arboreo e culturale della propria comunità oppure affrontare il problema in modo più ampio, congelando ogni controproducente decisionismo, mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti intervenuti nella vicenda (Comitato, Legambiente, tecnici…) e cercare una soluzione condivisa.
Ci vuole coraggio, confidiamo che il Sindaco saprà averlo.

Monfalcone, 17 gennaio 2019

Circolo Legambiente "I. Zanutto"