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Fermiamo gli abbattimenti e le potature selvagge di alberi!

In questi giorni si stanno avvicendando sul nostro territorio diversi lavori di taglio e potatura di alberi ai bordi delle strade, sulle quali vorremmo spendere qualche riflessione.
Contemporaneamente ai lavori di manutenzione svolti dal Consorzio di Bonifica lungo la sponda meridionale del Brancolo, condotti a nostro avviso correttamente sia dal punto di vista della programmazione degli interventi che da quello esecutivo, sul lato opposto della strada che costeggia il canale e lungo quella che dalla “Checca” conduce agli Alberoni abbiamo assistito ad un autentico scempio di alberi.

 

In questo caso, infatti, non si è provveduto alla potatura puntuale dei singoli rami o tronchi mediante taglio ma questi sono stati letteralmente strappati, probabilmente con l’utilizzo di mezzi meccanici che consentono rapidi lavori di decespugliamento ma che non sembrano essere quelli adatti al controllo della vegetazione con tronchi più spessi e robusti. 

Ne è conseguito un risultato penoso sia sotto l’aspetto meramente visivo nonché da quello della corretta e regolare esecuzione dei lavori, chiaramente condotti tutt’altro che “a regola d’arte”, per non parlare del danno arrecato alle piante (penetrazione di acqua meteorica e di parassiti nel fusto, etc.).

Da segnalare anche il contestuale abbattimento di numerosi alberi anche nella zona della lottizzazione dell’ex progetto del Marina di Staranzano, in un’area non accessibile al pubblico e quindi senza motivazioni di “messa in sicurezza”. Trattandosi di proprietà privata siamo consapevoli che non è possibile intervenire sulla gestione della stessa, ma ci chiediamo perché si sia scelto di agire in questo modo.
E’ evidente che per i proprietari delle Aziende è prevalente l’aspetto economico, ma è ormai assodato che la permanenza di siepi e piccole aree boscate in aree agricole ha una funzione ecologica migliorativa anche dal punto di vista agronomico (prevenzione dell’erosione del suolo, sosta di animali predatori di insetti dannosi per le colture, etc.).
Spiace constatare che lo stesso discutibile sistema di regolazione dell’espansione della vegetazione a bordo strada con l’utilizzo di mezzi meccanici che “strappano” i rami anziché tagliarli è stato utilizzato anche lungo alcune Strade Provinciali (ad esempio la SP 9 in zona San Martino del Carso e la SP 15 che dalla località di Selz conduce a Doberdò del Lago).
Pur ritenendo prioritaria la sicurezza stradale e comprendendo la necessità dell’Amministrazione Provinciale di contenere i costi di manutenzione, ci si domanda se non fosse possibile intervenire diversamente al fine di evitare danni alle piante, nonché la visione desolante e un po’ squallida dei monconi di cespuglio strappati ai lati delle strade che, nella fattispecie, sono tra le più belle nella Provincia dal punto di vista degli scorci paesaggistici che offrono a chi le percorre.


Legambiente
Circolo “Green Gang”