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Variante Alberghi e Urbanizzazione a Grado: siamo alla follia

Gradocomunicato stampa del 1 maggio 2014

Legambiente: Variante Alberghi e Urbanizzazione a Grado.
siamo alla follia, intervenga la Regione

Qualcuno il lavoro sporco doveva pur finirlo. Lo scempio della passeggiata a mare di Grado, iniziato tanti anni fa, andava portato a termine. Con vigore e senza rimpianti. L’attuale giunta comunale non si è tirata indietro. Ha voluto metterci a tutti i costi la firma. Insomma lasciare un segno importante alle future generazioni: “Vedi questo lo ha consentito il papà o il nonno”, a seconda dei casi.

A vedere le immagini del nuovo albergo, neppure la profonda e inaccettabile bruttezza del progetto li ha fermati. E’ Architettura questa? A noi sembra un’immagine veramente triste di futuro! E sembra proprio che sia solo l’inizio. Il cavallo di troia, per poi dedicarsi al resto. Pare evidente come il popolo gradese e i suoi rappresentanti non siano più in grado di vivere in pace con il proprio territorio. Nel rispetto della propria storia, delle proprie bellezze, della propria tradizione. Sembrano tanto comportamenti compulsivi tipici delle dipendenze.

 

Qui la dipendenza è quella dal mattone, dal turista, dal soldo facile, quello anni ottanta per capirci. Tutto il resto non è importante. D’altronde la lista è lunga: Grado Pineta, Sacca dei Moreri, Zamparini City, Piano dei porti, Darsena Punta Barbacale, Alberghi e Villaggi vari… e da ultimo l’angosciante, quasi alieno, Cubo pieno di macchine del viale della Stazione. Insomma una lista da far invidia all’emiro del Qatar e da far venire la pelle d’oca allo psichiatra.

Legambiente sostiene che sia ora di finirla con questo scempio. Sulla Variante Alberghi e sul Maxi parcheggio chiediamo l’intervento di Osservatori esterni. Se gli amministratori locali non sono in grado di gestire questo patrimonio, intervenga la Regione. Sul caso Zamparini City l’intervento ultimo del Vicepresidente Sergio Bolzonello è stato importante e ci aspettiamo una conferma di questa linea.

Vista però la perseveranza nell’errore, chiediamo che la Giunta Regionale si faccia parte attiva dei processi decisionali di Grado, per manifesta incapacità degli amministratori locali. Chiediamo che l’Assessore alla Pianificazione territoriale, Maria Grazia Santoro, metta finalmente mano, come promesso più e più volte, ad un Piano Paesaggistico Regionale capace di fermare queste follie, a Grado come altrove. E che si faccia presto. Si parla tanto di Horizon 2020 (il nuovo Programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione europea), della sfida dell’Europa, ma se non ci muoviamo e non si corre ai ripari, a Grado di orizzonte non vedremo neanche quello che la natura ci ha donato.


Monfalcone, 1 maggio 2014