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Montagna Leader

Montagna LeaderIl circolo Legambiente di Pinzano al Tagliamento ha esaminato la documentazione inviata a seguito della presentazione delle azioni della Strategia di Sviluppo Locale del GAL Montagna Leader. Il pensiero del circolo discende in parte da quanto già comunicato in occasione del confronto organizzato da Montagna Leader con le associazioni locali per raccogliere suggerimenti ed indicazioni al fine di impostare una strategia di sviluppo comune.

In tale incontro, tenutosi a fine 2015, vi era stata una forte raccomandazione di Legambiente Regionale ad implementare, nelle aree marginali del territorio in condizione di forte debolezza, azioni di sviluppo finalizzate al ripristino di preliminari condizioni culturali e sociali favorevoli quale condizione necessaria per successive e conseguenti evoluzioni economiche e imprenditoriali. Il rischio che avevamo paventato era quello di attivare interventi di sostegno tradizionali, già finanziati e finanziabili con altri strumenti, o anche semplicemente di cercare di ovviare con ulteriori fonti di finanziamento al calo delle risorse pubbliche destinate ai servizi, di finanziare in pratica attività e modalità attuative che riproducono le distorsioni attuali del sistema con il rischio di aumentare e non ridurre il gap che le aree marginali hanno rispetto alle aree urbane e più ricche nel territorio regionale.

Di tali raccomandazioni, che a dire il vero già al tempo ci erano sembrate non tanto comprese o gradite, nelle azioni che saranno messe a bando troviamo poche tracce pur essendo esse in realtà assolutamente centrali oggi non solo nell’ottica di una strategia Leader ma per qualsiasi programmazione che abbia come tema lo sviluppo di un territorio. Entrando nel merito delle azioni presentate evidenziamo i seguenti aspetti dando ovviamente la disponibilità ad approfondirne gli aspetti essenziali e a fornire un nostro contributo.

1) L’azione 1.1 è sottofinanziata. Questa azione, tra quelle presentate, è quella che maggiormente persegue un intento di ricostruzione del tessuto comunitario e del confronto progettuale di cui si faceva cenno nella premessa. L’implementazione di tali organizzazioni dovrebbe essere maggiormente sostenuta ed anche estesa all’intero territorio, cosa assai difficile con la dotazione attualmente assegnata.

2) Le azioni sono volte a sostenere la produzione e la vendita di servizi e prodotti del territorio. La principale caratteristica e volano per tali azioni è la valenza culturale e ambientale che si è in grado di proporre ai clienti per cui sarebbe opportuno, in fase di stesura dei bandi, fornire indicazioni di quali possono essere tali caratteristiche attraverso una elencazione di standard ambientali e culturali che possono essere richieste ai destinatari dei finanziamenti proprio per aumentare le possibilità di successo delle azioni che essi avviano. Questo vale in particolar modo per le azioni legate al tema del turismo sostenibile ma è facile immaginare che i vantaggi ottenibili possano essere estensi a tutte le azioni.

3) Nei criteri di selezione, per ca. la metà delle azioni viene richiesto di indicare i miglioramenti previsti in termini di creazione di nuovi posti di lavoro. Non ci appassiona l’inserimento di questo criterio nella valutazione dei progetti ma se si sceglie di adottarlo va esteso a tutti gli interventi, anche quelli pubblici se si avvarranno di collaborazioni esterne. In caso contrario sarà impossibile fare una valutazione finale sull’efficacia delle azioni in base a tale parametro.