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Progetto rigassificatore di Zaule

Rigassificatore ZauleCOMUNICATO STAMPA

Trieste, 1 marzo 2015

PROGETTO RIGASSIFICATORE A ZAULE

Sospensione, revoca, annullamento non sono sinonimi. Sul rigassificatore proposto a Zaule da Gas Natural nel 2006 sono stati scritti numerosi documenti di contrarietà da parte di comitati e associazioni ambientaliste, pubblicati inserti articolati sul mensile Konrad, si sono registrate prese di posizione di enti e istituzioni, interventi di autorevoli rappresentanti di istituzioni scientifiche, il tavolo Tecnico Rigassificatore Trieste ha elaborato precisi e dettagliati studi,

sono stati presentati ricorsi al TAR da parte di Legambiente e WWF oltre che da altre associazioni e enti locali, l’Autorità portuale di Trieste ha presentato un lungo documento per dimostrare come l’impianto di GNL sia incompatibile con lo sviluppo dei traffici portuali.

Ma il decreto di Compatibilità ambientale del 17/07/2009 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare è un ostacolo difficile da superare, documento che è stato scritto come conclusione della valutazione favorevole espressa dalla Commissione VIA-VAS del Ministero. La sospensione del decreto 2009 decretata il 18/04/2013 in attesa di un nuovo sito proposto dal proponente e del documento dell’Autorità Portuale sull’incremento dei traffici portuali, in particolare sull’aumento della movimentazione della SIOT, doveva essere seguita da un decreto di revoca, mai emanato. In compenso ora arriva una comunicazione da parte di Minambiente (Galletti) in cui si ritengono deboli le motivazioni dell’Autorità Portuale.

E' chiaro ormai che per chiudere la vicenda (a meno che Gas Natural non rinunci spontaneamente) è necessaria o la revoca del provvedimento di VIA 2009 per ragioni sopravvenute di pubblico interesse (che stando alle premesse del decreto ci sono tutte), ex art. 21 quinquies della legge 241, ma che comporterebbe l'obbligo di indennizzo a favore di Gas Natural, o un annullamento d'ufficio, ex art. 21 nonies, che potrebbe basarsi sui motivi di illegittimità invocati nei vari ricorsi al TAR del Lazio e che non avrebbe come conseguenza l’obbligo di indennizzo.

Quindi è necessario che la Regione FVG rappresentata dalla sua presidente Debora Serracchiani, supportata dai rappresentanti degli enti locali del nostro territorio dimostrino il loro effettivo intendimento di chiudere con il progetto Gas Natural Fenosa chiedendo al Ministro Galletti di emanare un decreto non di revoca ma di annullamento del decreto 17/07/2009.

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