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Conferenza stampa per fare il punto sulle ultime novità concernenti la Centrale di Somplago (UD)

Venerdì 13 gennaio 2012 il Comitato per la difesa e lo sviluppo del Lago di Cavazzo ed il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano hanno promosso una conferenza stampa, con l’adesione di Legambiente e del WWF, per diffondere dati e riflessioni sulle aggregazioni societarie che coinvolgono la proprietà della centrale di Somplago, su esperienze societarie da tempo realizzate in altre Regioni alpine, sugli ultimi sviluppi del dibattito nei Comuni rivieraschi.


Franceschino Barazzutti e Valentino Rabassi hanno introdotto descrivendo gli scambi azionari che porteranno all’80% le azioni della francese EDF in Edison, mentre una rinnovata DELMI sarà la proprietaria della centrale di Somplago, avendo nella propria compagine societaria una diffusa e maggioritaria presenza di società quali Dolomiti Energia, SEL, A2A, IREN (a loro volta proprietà di enti locali sudtirolesi, trentini, lombardi, piemontesi ed emiliani).
Due le riflessioni proposte. La prima relativa ad una evidente diversa capacità di quegli enti locali, Province speciali e Comuni, di amministrare le proprie risorse territoriali. Esemplare il caso di SEL, posseduta al 93,88% dalla Provincia autonoma ed al 6,12 dai 102 Comuni e dai 4 Comprensori di Bolzano, correlata a scelte gestionali della Provincia sulle concessioni idroelettriche che prevedono un canone aggiuntivo annuo pari a 62,5 euro ed un ulteriore importo di 5 euro per ogni kw di potenza nominale media di concessione destinato a interventi di miglioramento ambientale (canone ambientale). Tali introiti aggiuntivi vengono ripartiti tra i comuni.
Ed inoltre l’attribuzione alle Province Autonome della competenza al rinnovo delle concessioni idroelettriche ha comportato un gettito di oltre 600.000.000 di euro, mentre la quota ripartita tra i comuni per le concessioni rinnovate è pari a 36.187.455 euro, oltre ai canoni BIM.
I concessionari di grandi derivazioni idroelettriche devono fornire gratuitamente alle Province di Trento e Bolzano 220 kwh per ogni kw di potenza nominale media di concessione per i servizi pubblici (scuole, ospedali, ecc). Ed infine le Province di Trento e Bolzano attuano una politica di ingresso nell’assetto azionario delle società concessionarie.
Un approccio che – a confronto con la nostra montagna e la gestione delle sue risorse – dà conto dei diversi risultati economici sociali ed ambientali.
Il secondo spunto polemico dei rappresentanti del Comitato è l’invito ai nuovi proprietari della centrale di realizzare impianti a pompaggio nei ben più grandi laghi lombardi piuttosto che degradare ulteriormente Cavazzo e Verzegnis!
Segnalati, infine, nuovi sviluppi della partecipazione locale: 660 firme già depositate al Comune di Trasaghis per chiedere il referendum consultivo mentre analogo iniziativa sta partendo a Cavazzo Carnico. E poi un documento di motivato sostegno dei parroci della Forania di Gemona a tutela del diritto delle “nostre comunità locali di essere ascoltate su scelte che possono pregiudicare irrimediabilmente, a favore di grandi gruppi economici, il destino del Lago, del suo territorio, del suo sviluppo”.
Presenti anche il consigliere regionale Enore Picco, della Lega Nord e già Sindaco di Bordano ed Elia Mioni, presidente regionale di Legambiente, che ha ribadito che il progetto di pompaggio delle acque rende l’energia così prodotta ben poco rinnovabile, visto che per produrre 1 kwh di energia “pulita” si utilizza 1,27 kwh di energia da fonti fossili della rete nazionale. E ritiene, inoltre, necessario che si tengano i referendum consultivi, utili paradossalmente anche solo in una logica di ritrattare le compensazioni ridicole, ottenute da Amministrazioni avventate nel dare i propri pareri positivi senza coinvolgere le comunità locali.