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Mobilità e trasporti

Il caso della variante di Dignano, simbolo dei conflitti territoriali provocati dalla Giunta regionale


COMUNICATO STAMPA                                                     Udine, 29 novembre 2012

Legambiente FVG ritiene che la vicenda che interessa il Comune di Dignano ed il progetto di variante stradale a sud del capoluogo stia diventando uno dei simboli dei conflitti territoriali che la Giunta regionale provoca e cavalca strumentalmente.

Più utile una pausa di riflessione che gli scioperi della fame. La richiesta di gestire tutte le procedure autorizzative è impropria perché manifesta solo la volontà di consentire ogni progetto e non di tutelare i beni paesaggistici.
Legambiente FVG non conosce il merito dei rilievi avanzati dalla Soprintendenza riguardo agli impatti paesaggistici dell’opera progettata, rileva però che nel ricorso proposto al TAR, congiuntamente ai cittadini di Assieme per il Tagliamento, questo era uno dei punti critici segnalati, in quanto sottovalutato nel progetto.

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No alla chiusura della ferrovia Sacile-Gemona! Sì al rilancio del trasporto di persone e merci sulla ferrovia!

COMUNICATO STAMPA Udine
1 novembre 2012

Trenitalia e RFI (gruppo Ferrovie dello Stato), dopo aver soppresso il servizio passeggeri su ben 11 linee in Piemonte (che corrispondevano al 24% dell'estensione della rete in quella regione) perseverano nella politica di dismissione del trasporto di persone e merci su ferro in Italia.

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Treni-taglia ridacci il nostro treno! A difesa della Gemona-Sacile

Legambiente FVG sostiene questa iniziativa coordinata tra il comitato Gemona Sacile, comitato pendolari Alto Friuli e dal comitato spontaneo pendolari FVG.

Dal 3 novembre portando lo striscione “Treni-taglia ridacci il nostro treno!” percorreremo con una staffetta tutte le stazioni della linea ferroviaria Gemona-Sacile, recentemente chiusa con un pretesto dal gruppo Ferrovie dello Stato.

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“Conciert pal Tiliment” contro l’autostrada Cimpello-Sequals-Gemona

conciert tilimet-225x225Si è svolto ieri il “Conciert pal Tiliment” promosso dal Comitato contro l’autostrada Cimpello-Sequals-Gemona e da Onde Furlane, nel corso del quale è intervenuto anche Elia Mioni, presidente regionale di Legambiente.

Se la terza corsia della A4 è un’opera decisiva, secondo il presidente Tondo e l’assessore Riccardi, per il futuro economico della nostra Regione, l’ipotesi di realizzare un tronco autostradale per concludere il collegamento Cimpello-Sequals-Gemona va cancellata al più presto, al di là delle motivazioni ambientali.

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Chi pagherà la terza corsia della A4?


Intanto non sprecare 80 milioni di euro in opere inutili come il collegamento Manzano - Palmanova

Legambiente FVG ritiene irrealistico pensare che possa essere la sola tariffa autostradale a finanziare il pagamento dei mutui e dei relativi interessi necessari per la costruzione della terza corsia autostradale, tanto più che non risulta sia mai stata resa nota una previsione delle tariffe applicabili a regime per i diversi utenti autostradali. Se il ricorso alla fiscalità generale diventerà necessario, questo non può ricadere sui soli cittadini-contribuenti del Friuli Venezia Giulia ma deve coinvolgere lo Stato vista la scala europea dell’opera.
In un momento economico come l’attuale, la Regione, insieme allo Stato, dovrebbe rivedere e selezionare investimenti e progetti di viabilità e concentrare gli stessi sulla terza corsia, anche per alleggerire l’impatto finanziario complessivo dell’opera.

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TAV alla frutta

Legambiente: il progetto di alta velocità è alla frutta: si abbia il coraggio di mettere la parola fine ad un progetto inutile e devastante

 L’abbandono del progetto del Corridoio 5 (inteso come alta velocità ferroviaria e non come collegamento tra le diverse reti di trasporto) o la presa di distanza da esso costituiscono un elemento costante che ormai nessuno, in Italia e nel FVG  può continuare ad ignorare. Il primo ad esprimersi è stato, nello scorso aprile, il Portogallo; poi è stato un susseguirsi di fuggi fuggi da un progetto demenziale e costosissimo: un mese fa la Francia, poi le intenzioni di rivedere il proprio impegno della ricca Germania e la nota posizione della Slovenia, la quale non intende investire un centesimo nelle linee ad alta velocità.

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