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Biodiversità, aree tutelate e rurali

Osservazioni alla variante n. 3 del PRGC del Comune di Stregna

Prati di TribilAnche Legambiente ha presentato le sue osservazioni alla variante 3 al Piano regolatore del Comune di Stregna con la quale si vorrebbe fra le altre cose, cambiare la destinazione ad uso agrituristico delle aree attualmente destinate a prato stabile o a coltivo, pur intervallate da zone variamente boscate (boschi, boschetti, siepi, ecc.). Legambiente ritiene che tale previsione, se attuata nella sua interezza, possa comportare lo stravolgimento dell’attuale assetto paesaggistico, caratterizzato da peculiarità strutturali, botaniche ed ecotonali spontaneamente costituite nel tempo che vanno gelosamente custodite e conservate, proprio quali elementi di valorizzazione turistico-ambientale. 

Per i dettagli si consulti l'allegato.

Per maggiori info: http://luca.postregna.name/tag/freeplanine/

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Biodomenica XIII edizione

Domenica 7 ottobre, presso Villa Frova di Stevenà di Caneva (PN), il biologico " scende in piazza" per la XIII edizione della Biodomenica, manifestazione organizzata da AIAB, in collaborazione con Coldiretti e Legambiente.

Dalle 9.30 al tramonto sarà presente il mercato dei produttori biologici locali, con degustazioni e la possibilità di incontrare i nostri contadini biologici e farsi spiegare come avviene il loro lavoro.

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Mais OGM killer: riapriamo una lotta giusta contro gli interessi della Monsanto e per la tutela della nostra salute!

COMUNICATO STAMPA                                                                                 Udine, 24 settembre 2012

E’ di pochi giorni fa la notizia dell’esito di uno studio choc sulla tossicità degli OGM prodotto dall’università francese di Caen.

“Per la prima volta in assoluto un pesticida OGM della Monsanto, è stato valutato per il suo impatto sulla salute; e i suoi risultati sono allarmanti” ha affermato il prof Gilles-Eric Seralini.
“Le conclusioni del nostro rapporto - prosegue Seralini - dimostrano un effetto tossico del mais transgenico e del Roundup (il diserbante chimico per il mais più diffuso al mondo) sull'animale e ci portano a pensare che [queste sostanze, ndr.] siano tossiche anche per l'uomo. Diversi test che abbiamo effettuato su cellule umane vanno nella stessa direzione". E aggiunge: "Dallo studio emerge che anche a piccole dosi, l'assorbimento a lungo termine di questo mais, così come del Roundup, agisce come un veleno potente e molto spesso mortale, i cui effetti colpiscono prioritariamente i reni, il fegato e le ghiandole mammarie".

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Petizione dei guardiacaccia per chiedere il trasferimento di personale e funzioni al Corpo Forestale Regionale

Trieste 12 giugno 2012

Quarantadue guardiacaccia (operatori di Polizia locale dipendenti dalle quattro Provincie del Friuli Venezia Giulia) hanno sottoscritto una petizione al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia per chiedere il trasferimento del personale e delle funzioni al Corpo forestale regionale nell’ambito dell’attuazione della L. n. 214/2011 e della L.R. n. 6/2008.
In un quadro giuridico confuso ed incerto, i guardiacaccia di fatto temono di non poter più svolgere il loro lavoro, che consiste nell’attività di vigilanza ittico-venatoria. Infatti, nonostante l'articolo 27 della L. 157/1992 individui negli agenti dipendenti degli enti locali (i guardiacaccia alle dipendenze delle Province) i soggetti incaricati della tutela degli animali selvatici e della repressione dei reati connessi, bracconaggio in primis, nell’ultimo decennio sono diminuiti gli organici e sono state attribuite nuove funzioni che di fatto distolgono dal compito primario di tutela della fauna selvatica. Sono state affidate infatti nuove funzioni di accompagnamento dei gonfaloni, di vigilanza sul codice della strada, sulla gestione dei rifiuti, sugli inquinamenti, sugli impianti di riscaldamento, sulle autoscuole e altre svariate competenze che, di fatto, lasciano scoperte le funzioni primarie. I pochi risultati positivi oggi ottenuti nella gestione della fauna selvatica dipendono dalla passione, dallo spirito di sacrificio e dalla professionalità dei dipendenti che si trovano costretti a sopperire ogni giorno di più alla confusione normativa e organizzativa dei servizi di vigilanza.

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L'area protetta del Lisert non si tocca

Monfalcone, 9 giugno 2012

L’area protetta del Lisert non si tocca: l’accusa che il SIC ostacola lo sviluppo del porto e dell’area industriale sono un pretesto falso e ridicolo

Il primo intervento del neo presidente del Consorzio per lo Sviluppo industriale e i successivi attacchi all’area naturalistica del Lisert, da parte di politici ed imprenditori, destano sorpresa e lasciano più di qualche perplessità: il tentativo dichiarato di sbarazzarsi di un’area protetta di evidente pregio non lascia infatti intravvedere niente di buono per l’ambiente. Legambiente è convinta che eventuali auspicabili futuri sviluppi dell’area industriale non sarebbero ostacolati dal SIC (Sito di Importanza Comunitaria), questo piuttosto potrebbe confermare che sviluppo economico e salvaguardia dell’ambiente non sono in antitesi.
A parole tutti sono pronti a dichiarare che Economia ed Ecologia devono andare a braccetto, questa affermazione è ricorrente, viene usata per convenienza politica ormai troppo spesso e proprio per questo non ha alcun valore se non è seguita dai fatti.

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Ecosistema animali: indagine sui servizi e la tutela per gli amici a quattro zampe

Firenze, 27 maggio 2012                                                                             Comunicato Stampa

Legambiente presenta Ecosistema Animali,l’indagine sui servizi e le attività realizzate dai comuni capoluogo di provincia per la tutela degli amici a quattro zampe: menzionato il Comune di Pordenone per le numerose buone pratiche


L’86,5% dei capoluoghi che hanno risposto al questionario del Cigno Verde dispone di strutture per ospitare cani randagi ed il 68,5% ha piani di tutela per le colonie feline

Comuni a prova di cani e gatti. Modena, Pordenone e Torino sono tra i comuni capoluogo di provincia che ottengono da Legambiente una nota di merito per le loro buone pratiche nella tutela degli animali domestici. Tre realtà, tre esempi virtuosi che riguardano la gestione delle strutture comunali e le attività di microchippatura per tutti i cani (cioè l’inserimento di un chip sotto la pelle dell’animale). Ed ancora, piani di tutela per le colonie feline, campagne d’informazione sulle leggi vigenti in materia di protezione animale, corsi di formazione per imparare a gestire il proprio fido, iniziative per promuovere l’adozione dei cani che si trovano nei canili, progetti di educazione nelle scuole ed infine la possibilità di trasportare cani e gatti sui mezzi pubblici. I comuni virtuosi mostrano l’Italia che ama e rispetta gli animali, non quella dei canili lager, degli abbandoni o dei maltrattamenti, ma quella di un Paese attento alla difesa e alla cura dei suoi amici a quattro zampe e alle esigenze delle famiglie che li ospitano.

È quanto emerge dalla prima edizione di Ecosistema Animali 2011, dall’indagine di Legambiente sui servizi e le attività realizzate dai comuni capoluogo di provincia per la tutela degli amici a quattro zampe realizzato attraverso un questionario con oltre 40 domande, inviato a 109 amministrazioni comunali, a cui hanno risposto 89 municipi. Una fotografia che vuole porre l’attenzione sul benessere degli animali in città, perché occuparsi di loro significa anche e soprattutto offrire servizi ai milioni di famiglie che li ospitano e li amano. In Italia almeno una famiglia su quattro possiede perlomeno un cane o un gatto e anche chi non li ha, vuole che il proprio comune s’impegni per non lasciare animali abbandonati che soffrono e possono divenire causa di problemi sanitari e/o di sicurezza.

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