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Falesie di Duino: fare un passo indietro

Falesie di DuinoComunicato stampa

Monfalcone, 21 gennaio 2015

Legambiente: sulle Falesie di Duino giusto lasciare spazio alle altre specie

In merito al nuovo regolamento per la Riserva Regionale Falesie di Duino, per il quale viene vietato l’accesso con imbarcazioni anche a remi per un tratto di mare di 60 metri antistante alla linea di costa, spiace trovarci su un fronte opposto a quello del gruppo dei Cittadini per il Litorale che, con una petizione, chiedono che questo divieto venga eliminato.


Non sempre una regola è una vessazione: in un territorio ampiamente antropizzato, prevedere spazi  pur limitati di pura naturalità è un’azione fortemente democratica e giusta. Non siamo gli unici abitatori del pianeta e neppure della nostra vituperata costa! Se è necessario per  la conservazione e la ripresa in termini numerici e qualitativi delle specie che abitano questi dirupi scoscesi, dovremo farci da parte senza rivendicare il diritto di “godere” della natura che nessuna legge naturale ci ha assegnato. Viceversa vale il diritto naturale delle specie, in particolare quelle rare, a esistere con  l’auspicio che si espandano, e che almeno in limitate porzioni di territorio sia la presenza umana a fare un passo indietro. 
E’ azzardato e superficiale affermare che andare in canoa e pagaiare non può arrecare disturbo alcuno per le specie di uccelli che magari stanno nidificando e i cui pulli si dibattono per cibarsi e apprendere il volo: è meno facile accontentarsi di sapere che ci siano, osservarli da lontano con il binocolo, decidere che si può amare e apprezzare la natura anche senza “esserci” per forza, consapevoli che la nostra sola presenza può essere davvero pericolosa per il difficile equilibrio ambientale.
A chi ribatte che  la costa è stata ed ancora è oggetto di tanti interventi distruttivi, rispetto ai quali qualche canoa silenziosa non può certo tenere il confronto, diciamo che tanto più questo è vero, e la colpa non è certo nostra nè degli amanti della canoa, tanto più è necessario salvaguardare quel che è rimasto e permettergli di svilupparsi, senza pretese nei confronti della natura, né di lesa maestà nei confronti  di chi pone delle regole, pur se vanno contro il nostro “diletto”.
In qualsiasi riserva naturale ci sono aree che possono essere utilizzate da visitatori, e altre di protezione integrale che sono loro interdette, in virtù dello scopo stesso per cui tale riserva viene istituita: nella bellissima spiaggia Ducale della Riserva Marina di Miramare non si può arrivare neanche a nuoto, e neppure sdraiarsi a prendere il sole: ci si entra solo a scopo di ricerca o didattico, sempre accompagnati. Lo stesso vale per la spiaggia di Val Cavanata, delimitata da un recinto, dalla quale è vietato prelevare anche una sola conchiglia, qualora si vada in visita accompagnati degli operatori, e così via.
Dobbiamo con umiltà imparare a fare un passo indietro, almeno in quelle piccole aree che abbiamo deciso di restituire alla natura, consapevoli che, come specie, abbiamo già sottratto quasi tutta la terra, e anche il mare, a tutte le altre specie che condividono con noi la vita su questo maltrattato Pianeta.

Legambiente circolo “Green Gang”       

Legambiente circolo “Verdeazzurro”

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