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Dopo la tempesta: quale futuro per i nostri boschi?

Legdopo la tempestaambiente FVG in collaborazione con il circolo di Pordenone e con il Club Alpino Italiano di Pordenone organizzano un convegno per fare il punto sul futuro del patrimonio boschivo nella nostra regione a seguito della tempesta Vaia: "Dopo la tempesta: quale futuro per i nostri boschi?"

L'incontro si terrà sabato 16 marzo dalle ore 9:30 alle ore 13 presso la Sala consiliare ex Provincia in Largo San Giorgio, Pordenone.

La tempesta, avvenuta a fine ottobre 2018, è stata l’evento più distruttivo mai registrato nelle foreste italiane. Ad aprire i lavori sarà l'oceanografo del CNR Sandro Carniel, che spiegherà come il cambiamento climatico in atto può aver influito sulla sua intensità. A seguire, Giorgio Alberti, forestale dell'Università di Udine, ne illustrerà l'impatto sulle foreste e sui servizi ecosistemici in Friuli. Delle conseguenze per la biodiversità parlerà invece il botanico di fama internazionale Cesare Lasen, membro del Comitato scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco.

Di fronte alla devastazione, si profilano sfide e opportunità per la filiera del legno: sarà questo il tema della relazione di Maria Cristina d'Orlando, forestale e presidente di PEFC Italia, ente che si occupa della certificazione forestale. Dopo una prima parte generale, Marica Freschi presenterà il caso della Val Cimoliana, dove l'alluvione di fine ottobre ha cancellato buona parte della strada per il Rifugio Pordenone.

Per Legambiente FVG, Martina Bellucci spiegherà come i cittadini possono osservare e contribuire alla tutela del territorio, anche attraverso le azioni di citizen science promosse dal progetto nazionale di Legambiente "Volontari per natura". Infine Marco Tinor, titolare dell'Azienda Agricola Pian dei Tass a Barcis, porterà la sua esperienza di imprenditore in difficoltà. L'evento è patrocinato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone, dal Parco delle Dolomiti Friulane, dall'UTI delle Valli e Dolomiti Friulane, dal Comitato scientifico e dalla Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI Veneto e FVG.

L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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