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OGM: le associazioni chiedono chiarezza alla Regione

No OGMDomani a Pordenone si riuniscono associazioni, sindacati ed enti della Task force nazionale per un’agricoltura libera da OGM.

AIAB, Legambiente, WWF chiedono alla Regione un chiaro commento sui comunicati di Futuragra.

AIAB, Legambiente FVG, WWF hanno incontrato nei giorni scorsi la Presidente della Regione Serracchiani per confrontarsi, fra l’altro, sull’emergenza costituita dalle coltivazioni OGM in Friuli, che si avvia a un nuovo passaggio critico con le trebbiature nei prossimi giorni.

Mentre la Presidente ha confermato l’indirizzo politico contrario a consentirne la coltivazione futura, motivando la propria convinzione dell’impossibilità giuridica a impedirne ora la coltivazione sugli appezzamenti già seminati, le associazioni ambientaliste e di produttori biologici hanno ribadito che le iniziative di Fidenato e di altri associati a Futuragra, lungi dall’essere atti di “disobbedienza civile” e “affermazioni di libertà”, vogliono invece dimostrare che l’Italia è un paese nel quale le leggi si possono infrangere impunemente, anche in virtù di una voluta confusione legislativa a cui si è arrivati in materia, fra Direttive comunitarie, leggi statali e regionali, ed evidenti azioni di lobby potenti a partire da quelle dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare che, ormai, è la finzione di un’Autorità indipendente, riempita com’è di esponenti provenienti dalle multinazionali agroalimentari.
Le associazioni hanno invitato comunque la Presidente Serracchiani a valutare ulteriormente le possibilità di azione legale, e richiamato il rischio che si profilerà a breve di una immissione anche sul mercato di mais OGM.

Destano quindi preoccupazione nelle associazioni le notizie diffuse da diversi siti e media secondo cui “La messa in coltura di varietà di mais iscritto nel catalogo comune europeo è da considerarsi libera”, affermazione che viene attribuita alla Regione. Così come successive affermazioni come quella per cui la normativa “consente l’impiego di prodotti geneticamente modificati”, o che “la messa in coltura di varietà di mais OGM autorizzate e iscritte al catalogo comune non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione”.
Queste, infatti, sono le considerazioni della magistratura europea e non quelle del governo che, pur tardivamente, si è pronunciato per il divieto di coltivazione.
Non sono affermazioni compatibili con le dichiarazioni di netta volontà politica di avviare politiche agricole e filiere NO OGM in Friuli Venezia Giulia.
Anche in vista dell’appuntamento di domani della Task force nazionale di associazioni, sindacati ed enti che a Pordenone, dalle 14.00 presso la sede della Regione in piazza Ospedale Vecchio, intendono fare il punto sull’attuazione del decreto interministeriale dell’agosto scorso e sugli sviluppi della battaglia per un’agricoltura OGM free, AIAB, Legambiente FVG, W.W.F. si rivolgono alla Presidente chiedendole un chiarimento, opportuno necessario e urgente, di queste e di altre dichiarazioni recentemente diffuse da Futuragra a proposito di atteggiamenti e giudizi degli uffici regionali su queste vicende e mai smentite.

3 ottobre 2013
AIAB – LEGAMBIENTE FVG – WWF

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