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Il nodo OGM

MaisComunicato stampa, 30 ottobre 2013

La semina e la raccolta di mais ogm sono vietate in Italia dall’8 luglio per 18 mesi. Da qui bisogna ripartire.

E’ quanto hanno affermato nel corso di una conferenza stampa Elia Mioni ed Emilio Gottardo di Legambiente FVG, Angelo Corsetti Direttore regionale di Coldiretti, Claudio Paravano di AIAB. In Friuli Venezia Giulia, in deroga a quel decreto interministeriale, è già stata consentita la trebbiatura e il trasporto con una ordinanza discutibile e che non tiene in alcun conto i contenuti del decreto interministeriale e le norme alle quali fa riferimento.
Le associazioni ambientaliste e degli agricoltori si augurano che il Consiglio regionale, che discuterà di questo tema, e successivamente la Giunta regionale, comincino un dialogo necessario con tutti i Ministeri che si occupano della questione per assumere, coordinandosi,  provvedimenti chiari e applicabili, in grado di dissipare eventuali incertezze interpretative e interessate disinformazioni, che, invece, potrebbero se non contrastate “inquinare” il mondo agricolo #ogmfree.

Coldiretti, Legambiente ed Aiab denunciano come in Friuli Venezia Giulia si stia consumando, sottovalutato da troppi, un conflitto ideale, economico e sociale di dimensioni nazionali ed europee sul nodo della diffusione degli ogm, come dimostrano le richieste degli amministratori dei maggiori gruppi agrochimicoindustriali mondiali rivolte al Presidente della Commissione europea Barroso per depotenziare l’applicazione del principio di precauzione, ritenuto un ostacolo alla ricerca ed agli investimenti in Europa.
Nella conferenza stampa sono state infine avanzate richieste puntuali sia per l’immediato (regolamento di coesistenza, pubblicità dell’elenco delle semine ogm, istituzione del tavolo tecnico) che per far diventare il Friuli Venezia Giulia, così come sostenuto dalla maggioranza di governo regionale, davvero un territorio Ogm-free.
E’ stato inoltre chiesto di rendere pubblici i dati dei monitoraggi condotti nei campi prossimi alle coltivazioni ogm, anche perché le voci di una contaminazione avvenuta sono molto forti e provenienti da organismi assolutamente affidabili (Corpo forestale dello Stato).
Inoltre, precisando che nessuna delle tre organizzazioni è favorevole alla coesistenza, è stato chiesto di accelerare l’iter di approvazione del regolamento, annunciato nel luglio scorso, con il quale si intende realizzare un sistema agricolo ogm-free; considerando che esso dovrà ottenere l’approvazione degli uffici europei, è chiaro che i tempi sono strettissimi per evitare ulteriori problemi con le ormai prossime semine del 2014.
E’ stato chiesto infine che il prossimo Piano di Sviluppo Rurale consolidi le filiere e le scelte di un’agricoltura regionale #ogmfree.