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Carovana delle Alpi 2015

Indice articoli

Carovana delle Alpi - Bandiere verdi e nere 2015assegnate le bandiere verdi e nere del 2015

tra idee positive di sviluppo per il territorio montano e ferite aperte

Tre “bandiere verdi” e tre “bandiere nere” assegnate quest’anno nella nostra regione nell’ambito della campagna “Carovana delle Alpi” che Legambiente dedica espressamente ai territori montani.

La scelta è il frutto di una votazione che ha coinvolto gli iscritti a Legambiente e alcune personalità della montagna che da tempo collaborano in vario modo con la nostra associazione.

 

Oltre alle bandiere verdi “ufficiali” – ha sottolineato Marco Lepre, a nome della Segreteria regionale – ve n’è una “ad honorem” che spetta al Tribunale Amministrativo Federale Austriaco che, dimostrandosi molto più serio del Ministero dell’Ambiente italiano, ha negato nell’agosto dello scorso anno l’autorizzazione alla costruzione dell’elettrodotto Würmlach-Somplago, destinato ad avere delle conseguenze devastanti anche sul paesaggio e l’ambiente della Carnia.

Venendo alle bandiere “reali” assegnate quest’anno, esse sembrano ruotare attorno alla descrizione di esempi positivi e negativi su tre fondamentali questioni: la mobilità (treno Mi.Co.Tra. vs. piste ciclabili mal progettate); il turismo che serve al territorio (Carnia Greeters vs. enduro); i progetti di sviluppo locale (esperienza di Givigliana vs. opere inutili e negative per l’ambiente a Forni di Sotto).

L’assegnazione delle “bandiere nere” solleverà, inevitabilmente, una scia di polemiche e discussioni alimentate soprattutto da parte di chi si sentirà ingiustamente preso di mira.

Legambiente invita tutti, a partire dai diretti interessati, a una lettura delle schede contenute nel “dossier”, come premessa ad una serena discussione e stimolo a un miglioramento generale che tutti ci dovremmo augurare.

In allegato il dossier completo

bandiere nere 2015Bandiere nere:

1) a: Marco Lenna, Sindaco del Comune di Forni di Sotto - MOTIVAZIONI: per la realizzazione di opere pubbliche inutili e dannose per l’ambiente

2) a: Francesco Brollo, Sindaco del Comune di Tolmezzo - MOTIVAZIONI: motivazioni: per aver concesso il “nulla osta” all’effettuazione di una gara di enduro in aree di rilevante interesse ambientale

3) a: Comunità Montana della Carnia- MOTIVAZIONI: motivazioni: per i cosiddetti percorsi ciclabili

bandiere verdi 2015

Bandiere Verdi:

1) a: Regione Friuli Venezia Giulia e Società Ferrovie Udine-Cividale - MOTIVAZIONI: per il Progetto MI.CO.TRA., servizio ferroviario tra Friuli e Carinzia

2) a: Amministrazione dei Beni Civici di Givigliana e Tors - MOTIVAZIONI: per gli interventi a favore del piccolo paese della Val Degano

3) a: Cooperativa Cramars e GAL Euroleader - MOTIVAZIONI: per il progetto “Carnia Greeters”


 

Bandiera nera 2015 - forni di sotto1) a: Marco Lenna, Sindaco del Comune di Forni di Sotto - MOTIVAZIONI: per la realizzazione di opere pubbliche inutili e dannose per l’ambiente

Tredolo, Baselia e Vico - i tre borghi che compongono il Comune di Forni di Sotto – costituivano con la caratteristica architettura delle loro case, ricche di ballatoi e balaustre in legno, uno degli angoli più belli della Carnia e probabilmente delle Alpi. Dopo l’incendio appiccato per rappresaglia dai tedeschi nel maggio del 1944 e dopo una ricostruzione realizzata a fatica e con grandi sacrifici da coloro che non erano nel frattempo emigrati, utilizzando i poveri materiali a disposizione, di quel felice passato è rimasto purtroppo solo il ricordo degli anziani, unito alle splendide immagini lasciateci dai fotografi Antonelli e Brisighelli. Se oggi, dopo anni di oblio, si torna a parlare di Forni di Sotto è per la realizzazione di opere edilizie tutt’altro che essenziali e ammirevoli, tanto che un servizio giornalistico lo ha descritto come “il paesino delle cattedrali nel deserto”, denunciando quanto fortemente voluto dal suo “intraprendente” Sindaco. Intendiamoci, desiderare di cambiare la situazione del proprio Comune, colpito dalla perdita di abitanti e dall’invecchiamento della popolazione, non solo è legittimo, ma anche pienamente condivisibile. Tutto dipende da quale direzione intende dare un’amministrazione a questo cambiamento e con quali metodi decide di operare. Secondo i suoi critici, l’architetto Marco Lenna, grazie all’appoggio del padre, già assessore regionale e parlamentare, con il quale condivide uno studio professionale, ha investito in questi anni milioni di euro in opere mai utilizzate o di scarsa utilità per i suoi concittadini. Si va da un centro anziani inaugurato alla vigilia delle elezioni e non ancora operante, alla foresteria albergo che in tre anni ha ospitato solo una ventina di persone, a un centro soggiorno sociale del costo di 2,6 milioni di euro che attende il via dei lavori. L’opera più rappresentativa è però il secondo campo di calcio, non proprio indispensabile per un paese di 609 anime, in gran parte pensionati, subito denominato “friulino” perché la tribuna si ispira a quella del più noto “Stadio Friuli” di Udine. Per realizzarla è stato eroso il versante di un pendio boscato, innescando un dissesto idrogeologico che ha richiesto altri progetti e spese. La giustificazione del Sindaco era quella di richiamare qualche squadra famosa a trascorrere una settimana di ritiro precampionato, ma la sua speranza è rimasta ovviamente delusa. Due altre opere programmate dall’Amministrazione preoccupano, poi, per il loro costo e l’impatto sull’ambiente naturale. La strada per Malga Giaveada - adiacente all’area ZSC (Zona Speciale di Conservazione) del Bivera - che dovrebbe passare sul Passo Zauf o addirittura con un tunnel sotto lo stesso e la centrale idroelettrica nelle vicinanze del Passo della Morte. Con questo intervento, fortemente contestato dalle associazioni ambientaliste, si andrebbe a ridurre sensibilmente la portata del Fiume Tagliamento in uno degli ultimi tratti montani rimasto ormai allo stato naturale, a due passi dal Parco delle Dolomiti Friulane. Quanto ai metodi “democratici” utilizzati dal Sindaco nella sua gestione, basterà ricordare la sua insofferenza per le critiche, il piglio autoritario con cui gestisce il Consiglio e le pubbliche riunioni e l’accentramento nella sua persona di tutte le deleghe di solito ripartite con i colleghi di Giunta. Del suo comportamento ha fatto le spese anche la gestione degli usi civici. Dal 2 gennaio 2014 i Frazionisti di Baselia, Tredolo e Vico attendono infatti la convocazione dei comizi per l’elezione del Comitato per l’amministrazione separata dei propri Beni collettivi, ufficialmente accertati con Bando commissariale. Il Sindaco non ha mai risposto ufficialmente ai cittadini che avevano sottoscritto formale richiesta. In questo modo vengono violati il diritto e il dovere della Comunità di partecipare attivamente e responsabilmente alla conservazione e alla promozione del proprio antichissimo patrimonio economico e ambientale, valorizzando le tradizionali forme collettive di gestione silvo-pastorale, in un’ottica di equità intergenerazionale e di rinnovabilità delle risorse.


Bandiera nera 2015 Tolmezzo 2) a: Francesco Brollo, Sindaco del Comune di Tolmezzo - MOTIVAZIONI: motivazioni: per aver concesso il “nulla osta” all’effettuazione di una gara di enduro in aree di rilevante interesse ambientale

Un noto alpinista friulano li ha definiti “i nuovi barbari”, non solo per sottolineare i danni che producono lungo sentieri e pascoli, ma anche per indicare l’assoluta insensibilità e indifferenza per i luoghi che percorrono in sella alle loro moto e l’arroganza con cui rispondono ai poveri escursionisti che hanno la sventura di trovarsi sulla loro strada e di far loro notare che i divieti andrebbero rispettati. Dei molteplici effetti controproducenti della pratica di attività motoristiche in montagna ci siamo occupati in svariate occasioni, ma, nonostante le denunce e gli articoli scritti, le scorribande degli “appassionati” di questo sport continuano, tanto che sulle Alpi Carniche si può parlare di una vera e propria emergenza. Per questi motivi ogni atteggiamento tollerante e “accondiscendente” nei confronti di pratiche abusive o dannose per l’ambiente va censurato. È il caso del Sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo, che mai ci saremmo aspettati concedesse, con molta superficialità e leggerezza, l’assenso all’effettuazione di una gara di enduro che prevedeva, il 30 e 31 maggio scorsi, l’effettuazione delle “prove speciali” – quelle cioè più “impattanti”, in cui si percorrono alla massima velocità possibile tratti fuoristrada - attorno a un Biotopo Naturale istituito dalla Regione e all’interno di un Geosito di interesse sovranazionale, vale a dire due dei luoghi di maggior importanza ambientale e paesaggistica del territorio comunale. A pochi metri dal percorso di gara, oltretutto, ai primi di giugno fiorisce, a quote eccezionalmente basse, uno dei più bei fiori delle Alpi, il raponzolo di roccia (Physoplexis comosa). Si tratta di un bellissimo e raro fiore che di solito cresce nelle fessure delle pareti rocciose, ma che qui anche chi non pratica l’alpinismo ha la possibilità di ammirare. Bene, non distinguendosi dal comportamento di chi l’aveva preceduta e nonostante il parere contrario del CAI, delle associazioni ambientaliste (che avevano anche proposto delle soluzioni alternative) e di illustri docenti universitari come il prof. Livio Poldini e il geologo Corrado Venturini, che mettevano in guardia sulla vulnerabilità di questi delicati ambienti, l’Amministrazione guidata da Brollo non solo ha dato il patrocinio all’iniziativa, ma ha anche rinunciato a introitare oltre 11.000 euro dagli organizzatori, esentandoli dal pagamento di alcune tasse. Dopo il clamoroso “flop” di pubblico registrato dalla manifestazione, Brollo si è sentito anche di ribadire che “eventi come questi fanno bene al territorio e al turismo”. Con queste premesse non c’è da stupirsi se nei giorni scorsi decine di moto da enduro e da trial, con la scusa di una “festa privata”, siano arrivati a “profanare” uno dei luoghi simbolo della Carnia, la conca di Pani, dove hanno imperversato sui paesaggi che avevano fatto da sfondo e erano stati anche scelti per la locandina del film “Carnia 1944. Un’estate di libertà”. Una vera “invasione”, dove non erano arrivati nemmeno i tedeschi! 


Bandiera nera 2015 CM Carnia 3) a: Comunità Montana della Carnia- MOTIVAZIONI: motivazioni: per i cosiddetti percorsi ciclabili

Il successo della ciclovia Alpe Adria - che, una volta completata, dovrebbe collegare Salisburgo a Grado lungo un percorso complessivo di 380 chilometri - sta aprendo gli occhi anche a molti amministratori e operatori turistici che avevano guardato con scetticismo il nascere di questa iniziativa alla quale, nel 2008, Legambiente assegnò la “bandiera verde”. Se per questa infrastruttura, che in Italia inizia al valico di Coccau (Tarvisio) e corre lungo la dismessa linea ferroviaria Pontebbana in direzione della pianura, ci sono notizie positive con l’individuazione del percorso da seguire a valle di Resiutta, dove attualmente si interrompe, e con il premio attribuitole lo scorso gennaio come “Pista ciclabile dell’anno” alla fiera “Fiets en Wandelbeurs” di Amsterdam, le cose non vanno altrettanto bene per quelle che dovrebbero essere le sue “diramazioni” in Carnia. Il panorama, anzi, appare qui, sotto vari aspetti, decisamente sconfortante. Le prime ipotesi di tracciati risalgono agli ultimi anni del secolo scorso e la presentazione dei progetti definitivi delle piste ciclabili e dei percorsi ciclo-pedonali avviati dalla Comunità Montana della Carnia è avvenuta ormai più di dieci anni fa. A distanza di così tanto tempo, le aspettative sono andate in gran parte deluse: pochi i percorsi completati ed effettivamente fruibili (in genere quelli che si sono sovrapposti ad opere esistenti e che non necessitavano di particolari interventi, come la strada militare Cavazzo-Pioverno); molte le opere incomplete o non ancora avviate (clamorosa, in particolare, l’impossibilità di superare alcuni torrenti, come il Vinadia a Villa Santina, per l’assenza o la mancata previsione di ponti); lunghe tratte praticabili solo da provetti “scalatori”, a causa di pendenze eccessive, o caratterizzate dalla pericolosa presenza di detriti come conseguenza di interventi inopportuni o dell’innesco di piccoli movimenti franosi; numerosi e pericolosi gli innesti a raso e i tratti condivisi con la viabilità ordinaria; deterioramento precoce di alcune staccionate in legno; etc.; il tutto accompagnato da spese esorbitanti. Per gli interventi realizzati nei Comuni di Tolmezzo, Villa Santina, Lauco, Ovaro, Zuglio, Arta Terme, Verzegnis e Cavazzo, la Regione aveva stanziato nel 2007 cinque milioni e mezzo di euro, ai quali se ne sono poi aggiunti altri, per opere discutibili o inizialmente non previste e per interventi di manutenzione “straordinaria”. Un esempio? Nel 2011 si decise che era indispensabile dotare i versanti di alcune opere di protezione dalla ipotetica caduta di massi, per un importo di 600.000 euro. Il principale di questi interventi, per il quale fu necessario approvare anche una variante urbanistica, comportò, curiosamente, il taglio di una fascia di bosco e di numerose piante di alto fusto, che probabilmente erano già sufficienti allo scopo, per realizzare un enorme vallo a fianco del percorso pedonale-ciclabile che da Tolmezzo porta a Cavazzo, poco oltre l’attraversamento del torrente Ambiesta. Mentre prendevano avvio questi lavori “ciclopici”, che di fatto hanno stravolto la natura dei luoghi, solo pochi mesi più tardi è sufficiente una notte di piogge intense per avere effetti devastanti nella tratta Sutrio-Piano d’Arta, con l’erosione e l’asporto di qualche centinaio di metri del piano viabile, a dimostrazione di una cattiva progettazione e di scelte dei percorsi errate. Quella che sembra essere mancata, in sostanza, è una corretta pianificazione e progettazione degli interventi, molto spesso pensati “sulla carta”, senza rendersi conto dei reali problemi e difficoltà. Inoltre non c’è stato un coordinamento e una collaborazione con gli enti che gestiscono la viabilità ordinaria, che avrebbe probabilmente consentito un miglioramento reciproco e un risparmio sui costi, riqualificando l’insieme del contesto e degli spazi utilizzati. Buona parte degli itinerari sono stati pensati per una fruizione esclusivamente sportiva e non hanno la caratteristica di proporsi come alternativa all’uso dell’autoveicolo privato nei collegamenti casa-lavoro e casa-scuola. Si tratta purtroppo di carenze alle quali non si riuscirà a rimediare completamente nemmeno con gli ultimi 800.000 euro stanziati dall’ente comprensoriale. 


Bandiera verde 2015 Mi.Co.TRa. 1) a: Regione Friuli Venezia Giulia e Società Ferrovie Udine-Cividale - MOTIVAZIONI: per il Progetto MI.CO.TRA., servizio ferroviario tra Friuli e Carinzia

Il MIglioramento dei COllegamenti TRAnsfrontalieri di trasporto pubblico (progetto MI.CO.TRA.) è un servizio ferroviario istituito dalla Regione Friuli Venezia Giulia concordemente con il Land della Carinzia, per unire le città di Udine e Villaco. La sua gestione è stata affidata alla società ferroviaria regionale, la Società Ferrovie Udine-Cividale (FUC), che la espleta mediante una collaborazione con le Österreichische Bundesbahnen (ÖBB). La necessità di istituire questo servizio era sorta nel 2009, dopo che Trenitalia aveva sospeso sciaguratamente tutti i collegamenti ferroviari diurni tra il Friuli Venezia Giulia e l’Austria. Nel 2010 l'amministrazione regionale annunciò che avrebbe istituito un nuovo collegamento transfrontaliero con modalità da definire e nel giugno 2012 il servizio prese avvio in via sperimentale con due coppie di corse giornaliere, che si sono dimostrate molto utili per i pendolari della zona ma anche per chi vuole approfittare del trasporto delle biciclette per percorrere in discesa la ciclovia Alpe-Adria. Il Progetto MI.CO.TRA è in linea con la normativa comunitaria sui trasporti e ha come obiettivo quello di creare condizioni di sviluppo sostenibile nel settore del trasporto pubblico. Approvato nell’ambito del Programma operativo per il sostegno alla collaborazione transfrontaliera per le zone di confine Italia - Austria Interreg IV (Obiettivo cooperazione territoriale europea 2007-2013 - Priorità 2 -"Territorio e sostenibilità", linea 5 "Accesso ai servizi di trasporto, di telecomunicazione e ad altri servizi"), prevede l’attivazione di due coppie di treni che assicurano un collegamento ferroviario regionale diretto transfrontaliero tra le stazioni delle due città. Nel periodo invernale ci sono tre carrozze passeggeri ÖBB, di cui una di prima classe e due di seconda, mentre nel periodo estivo la composizione diventa di due carrozze passeggeri di seconda classe e di una carrozza attrezzata per il trasporto di biciclette. L’iniziativa ha riscosso un notevole successo connettendo tra di loro, con una valenza anche turistica e culturale, territori che, in caso contrario, avrebbero rischiato l’isolamento e permettendo a decine di migliaia di persone di muoversi sull’asse Udine-Villaco senza la necessità di utilizzare l’automobile. Qualche dato che testimonia il successo dell’iniziativa: nel 2014 i passeggeri trasportati sulla Udine-Villaco sono stati 72.334 (+21,1%), mentre quelli trasportati sulla Udine-Tarvisio sono cresciuti del 25,8%. Le bici trasportate fino a Villaco sono state 6.963 (+10%), quelle trasportate a Tarvisio sono incrementate dell’8%. A detta di molti il Mi.Co.Tra. rappresenta “la più bella novità introdotta nel nostro sistema ferroviario - pesantemente penalizzato da tagli e razionalizzazioni di ogni tipo - negli ultimi anni”. 


Bandiera Verde 2015 Rigolato2) a: Amministrazione dei Beni Civici di Givigliana e Tors - MOTIVAZIONI: per gli interventi a favore del piccolo paese della Val Degano

In un panorama contrassegnato dalla chiusura o dallo slittamento verso valle di servizi essenziali per la permanenza dei cittadini nel territorio alpino (Tribunale di Tolmezzo, uffici postali, strutture sanitarie) e dalla gravissima crisi che ha colpito una storica cooperativa locale operante nel settore della distribuzione commerciale, non si può non salutare con ammirazione e speranza quanto accade a Givigliana, un piccolo borgo letteralmente aggrappato alla montagna, in Comune di Rigolato. L’Amministrazione dei Beni Civici di Givigliana e Tors ha recentemente acquisito l’edificio già sede della Latteria sociale, dimostrando come si possano fare “grandi cose” anche in un villaggio con 10 abitanti, a 1.120 metri di altitudine. Si è così concluso un percorso che aveva portato prima a ricostituire gli organi della società, poi alla donazione a titolo gratuito dell’immobile e infine alla liquidazione della Latteria sociale. L’edificio è da anni utilizzato dall’associazione del paese che ne ha fatto il proprio punto di aggregazione, ricavando nel tempo vari spazi: bar-soggiorno al piano terra, sala riunioni e servizi al primo piano. Fin dal suo insediamento l’Amministrazione civica di Givigliana e Tors aveva sostenuto i costi elettrici dell’immobile, quelli del famoso campanile decorato, ben visibile dal fondovalle e, più recentemente, anche quelli della Latteria sociale. L’Amministrazione dei Beni civici è stata ricostituita nel 2007. Grazie al nuovo Comitato, tra l’altro, sono stati riportati a gestione i 153 ettari di bosco di produzione e, proprio grazie alle utilizzazioni forestali eseguite in collaborazione con l’Amministrazione frazionale di Pesariis, è stato possibile realizzare negli anni investimenti a favore della Comunità e del patrimonio civico per oltre 220 mila euro più Iva, con l’acquisto di un minidumper, un transporter con rimorchio e una teleferica mobile. Si apre ora una fase nuova: si potrà procedere alla manutenzione straordinaria dell’edificio, alla sua riqualificazione e alla ulteriore valorizzazione a favore dei residenti e degli oltre 40 discendenti che nei fine settimana, durante le feste e per tutta l’estate continuano a frequentarla, ridandole la vita di un tempo, ma anche per i turisti. Givigliana, infatti, circondata da boschi di faggi che in autunno assumono una spettacolare colorazione, è punto base di molte belle escursioni sulle Alpi Carniche. Il Comitato di Amministrazione sarebbe orientato a realizzare nell’ex Latteria un bar-ristorante di “charme” al piano terra, a installare nella sala riunioni un piccolo impianto multimediale con tv satellitare e a dotare l’edificio, ora anche nuova Sede frazionale, di una postazione informatica con collegamento gratuito a internet per residenti e ospiti. La soddisfazione è davvero grande, poiché l’Amministrazione civica provvederà all’esecuzione di lavori, impianti e arredi (stima iniziale di 80 mila euro), con le sole proprie disponibilità finanziarie. Davvero un bel segnale che si può invertire la tendenza all’abbandono della montagna.


Bandiera verde 2015 Greeters 3) a: Cooperativa Cramars e GAL Euroleader - MOTIVAZIONI: per il progetto “Carnia Greeters”

Volontari del turismo, sorridenti e accoglienti: sono i “Greeters”, non operatori o guide professioniste, ma cittadini e abitanti amichevoli, entusiasti del proprio territorio e desiderosi di condividerlo al meglio e in modo speciale con i visitatori. Si tratta di un modo nuovo e pionieristico di guardare all’accoglienza turistica, una presa di coscienza da parte dei cittadini sull’importanza di puntare allo scambio attivo con i visitatori in arrivo. L’esperienza dei “greeters”, nata nel 1992 a New York, si è diffusa rapidamente in tutte le città del mondo e adesso, per la prima volta, con la costituzione ufficiale di “Carnia Greeters”, arriva anche in montagna. Il progetto è stato ideato e avviato dalla Cooperativa Cramars e fortementevoluto e sostenuto da Euroleader, Gruppo di Azione Locale della Carnia, ente consortile misto pubblico-privato che ha come scopo principale l'utilizzo dei fondi strutturali dell'Unione Europea in favore dello sviluppo integrato del territorio. L’obiettivo, senz’altro innovativo, era quello di creare in Carnia una comunità di ospitalità residenziale, che coinvolge volontari locali che amano innanzitutto la loro terra e la conoscono a fondo. I principi su cui si basa questa attività sono innanzitutto il carattere volontario degli aderenti; la disponibilità ad accompagnare singole persone e piccoli gruppi fino ad un massimo di sei persone; l’assoluta gratuità del servizio offerto; la mancanza di qualsiasi discriminazione nei confronti dei turisti; la volontà di promuovere il turismo sostenibile con programmi che rispettino l'ambiente, creando benefici culturali ed economici alle comunità locali; il desiderio di avviare momenti di scambio e arricchimento tra cittadini che vogliono realizzare un mondo migliore. La Cooperativa Cramars si è occupata dapprima dell’individuazione dei potenziali “greeters”, della raccolta di nominativi e di esperienze individuali, della profilatura del singolo, della catalogazione della tipologia di esperienza proposta dal singolo e della costruzione della sua “carta di identità” (raccolta profili, recapiti, fotografie, video, interviste, clip, etc.). Poi si è occupata dell’organizzazione di vari momenti di carattere formativo, con laboratori dedicati al turismo, all’accoglienza, alla comunicazione e ha seguito la nascita e i primi passi del gruppo. Costituitisi in associazione, i “greeters” carnici sono già oltre una ventina e si sono presentati ufficialmente a Tolmezzo lo scorso mese di maggio, alla presenza del Presidente del Global Greeter Network, Jos Nusse. “Ci muoviamo fuori dai tradizionali circuiti turistici e per questo motivo desideriamo accogliere i viaggiatori in modo autentico, rendendo la visita di un luogo un’esperienza unica nel suo genere. Entusiasti delle nostre vallate ci piace sapere che ci sono tanti nuovi amici pronti a scoprire le nostre zone. Per questo motivo vogliamo promuovere il lato più vero della nostra bellissima Carnia” - dicono in coro Alessia, Amanzio, Andrea, Arianna, Bruno, Candida, Cristina, Daniela, Ettore, Fides, Gino, Giuliano, Jolanda, Leandro, Lorenzo, Monia, Omar, Paolo, Roberto, Sara, Silvio, Simone, Teresa e Ulderica. Accompagnare persone sensibili e intelligenti alla scoperta dei luoghi che più amiamo è forse il modo migliore per assicurare la loro tutela e conservazione. Il prossimo passo sarà quello di creare in assoluto la prima rete mondiale di “greeters” alpini. 

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