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Scenario per Tarvisio terminale del metanodotto South Stream

South Stream ProjectCOMUNICATO STAMPA
Udine,  22 novembre 2012

L’accordo che prevede il nodo di Tarvisio quale punto terminale del metanodotto South Stream cambia il quadro delle politiche energetiche perseguite dalla Giunta regionale.

Il progetto, che si prevede di realizzare entro il 2015, riguarda una capacità di oltre 60 miliardi di metri cubi all'anno, che equivale praticamente all'intero consumo italiano. Ad avviso di Legambiente FVG, la realizzazione del metanodotto South Stream con terminale a Tarvisio appare in contraddizione con le Strategia Energetica Nazionale presentato dal Governo e ora in discussione, fondata sulla costruzione di alcuni rigassificatori “strategici”, sulla capacità di stoccaggio e sulla priorità all'acquisizione nel mercato nazionale del gas dei contratti a breve (“spot”).

Per il Friuli Venezia Giulia e per il suo contributo alle politiche energetiche nazionali questo intervento potrebbe e dovrebbe fare tramontare ogni ipotesi di rigassificatore nel golfo di Trieste. Si può dire al Governo che eventuali altri rigassificatori “strategici” possono cercare sede altrove: sia in relazione alla conferma del ruolo strategico di Tarvisio e dei relativi costi territoriali, sia in riferimento alla futura presenza del rigassificatore deciso dalla Croazia, sull’isola di Veglia.
La realizzazione di questo metanodotto comunque porrà problemi, anche se di scala ridotta rispetto ad altri impatti, di carattere territoriale e ambientale, perchè è presumibile che la parte italiana interesserà le zone di Rateče e Fusine, prima di connettersi a Tarvisio con l'attuale rete di metanodotti proveniente sempre dalla Russia, che potrebbe interessare anche zone ad alta qualità ambientale e di protezione, quali SIC e ZPS (peraltro le stesse preoccupazioni riguardano anche la parte slovena).
Legambiente FVG non ritiene che la ricerca di compensazioni possa essere individuata nella riduzione dei costi del gas per i consumatori locali, grandi e piccoli che siano, poiché questa linea andrebbe in totale collisione con una gestione corretta del futuro a medio termine della questione energetica. Piuttosto, se proprio il territorio si deve accollare questo ulteriore appesantimento, Legambiente ritiene più praticabile una definizione partecipata delle possibili contropartite territoriali, dove al primo posto ci può essere proprio la gestione e valorizzazione dell’importante patrimonio naturale del tarvisiano e delle sue potenzialità turistiche.
Dopo aver “bucato” ogni previsione sul futuro energetico della Regione, dal ruolo del nucleare alla provenienza futura del metano, un atto di investimento e di valorizzazione delle risorse ambientali regionali sarebbe un riconoscimento dovuto da parte del Presidente Tondo.


Legambiente FVG