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Le proposte di legambiente FVG sulle grandi infrastrutture di trasporto, mobilità, logistica

Comunicato Stampa
9 marzo 2012

Grandi infrastrutture di trasporto, mobilità e logistica:

il Piano serve a fare opere pubbliche o a dare soluzioni al trasporto di merci e persone sostenibile per l’economia e l’ambiente?

Una proposta di Legambiente FVG

Nei giorni scorsi Legambiente FVG ha esposto, con una lettera alle associazioni di categoria e alle organizzazioni sindacali regionali, il proprio orientamento sul Piano regionale delle infrastrutture di trasporto, della mobilità delle merci e della logistica, approvato dalla Giunta regionale a fine 2011.

Quanto accadde in questi mesi in Italia è motivo ulteriore per aprire un vero confronto, mai fatto nella società regionale, su questo Piano.
Cresce il prezzo della benzina e del gasolio verso i 2 euro al litro; non esiste un normale e funzionante servizio di trasporto pubblico locale su rotaia per milioni di cittadini; non esiste capacità politica e amministrativa da anni nel gestire in modo partecipato grandi scelte per il futuro locale e nazionale; è costante evidenza che spesso le grandi opere pubbliche sono elemento di corruzione, infiltrazioni mafiose e di ulteriori guadagni illeciti per politici e partiti.

In Regione il Piano della Giunta sembra un armadio nel quale siano rimasti accatastati progetti di diversa e contrastante provenienza e logica (terza corsia della A4 insieme a due nuove bretelle autostradali concorrenti), di decenni antichi in cui la struttura produttiva friulana era diversa (collegamento Manzano-Palmanova), di sogni per i quali la Regione non ha in disponibilità né i fondi né i poteri e oggi probabilmente nemmeno le relazioni per realizzarli (superporti e dintorni).

L’impressione è che mentre il mondo cambia qui prevalga la forza d’inerzia di vecchi modelli di crescita e di trasporto, di spesa, di relazioni della politica con le forze economiche.

Non sembra esservi intenzione o capacità di ascolto verso comunità e autonomie locali, verso gruppi di cittadini utenti, utilizzando procedure comunitarie che in tutta Europa più o meno funzionano consentendo di decidere e contemporaneamente garantendo anche una normale partecipazione, ma che in Friuli Venezia Giulia sono semplicemente ignorate o aggirate.

Legambiente FVG ritiene che nell’elenco delle opere immaginate dalla Giunta sia necessario operare esclusioni, fissare priorità, tenere in equilibrio i diversi territori. Anche così i lavori da progettare, finanziare e realizzare solo per l’ammodernamento, il potenziamento e il pieno utilizzo di quanto già esiste per i Corridoi europei est-ovest e nord-sud, sarebbero ampiamente sufficienti a garantire crescita, occupazione, investimenti, mobilità, competitività e collocazione internazionale, almeno contenendo consumo di suolo e inquinamenti.