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SIN della Laguna: dopo il Commissario evitare il vuoto o la gestione di routine

COMUNICATO STAMPA
Udine, 13 aprile 2012

SIN della Laguna: dopo il Commissario evitare il vuoto o la gestione di routine.

La Regione si misuri con le proprie funzioni di programmazione e si confronti con tutte le parti coinvolte in un’area che ha prima di tutto forti valori ambientali.

In linea generale Legambiente si è sempre espressa negativamente sui Commissariamenti, ma il caso del Commissario della Laguna di Grado e Marano ha elementi di diversità. Legambiente recentemente ha avviato l’aggiornamento di un proprio dossier sui Siti inquinati d’Interesse Nazionale e, quindi, anche la realtà relativa alla Laguna è stata monitorata.
Ne è emerso in positivo che, dopo anni di stasi (l’istituzione è del 2002), solo dal 2009 con l’attuale Commissario si è arrivati alla preparazione di un documento programmatico unitario di tutte le attività necessarie a risolvere l’emergenza, così come solo in quest’ultimo periodo il progetto di bonifica dello stabilimento Caffaro e zone limitrofe è stato elaborato e presentato al Ministero dell’Ambiente.
Così come è emerso che, fino al 31 dicembre 2010, dei circa 65 milioni di euro disponibili quasi 49 sono stati dedicati ai dragaggi, attività routinaria che, a meno non sia finalizzata alla rimozione dei sedimenti nel canale Banduzzi, non contribuisce alla conclusione dell’emergenza che costringe a considerare ancora la Laguna un’area ad elevata pericolosità sanitaria oltrechè ambientale.

 I risultati di dieci anni di gestione emergenziale dal punto di vista ambientale sono ancora lontani dagli obiettivi finali e con un rapporto costi/benefici alto.

Legambiente aggiunge la propria preoccupazione per la situazione venutasi a creare a quelle espresse da Sindaci e organizzazioni sindacali, anche perché con la conclusione del commissariamento e lo smantellamento della struttura non viene indicata né dallo Stato né dalla Regione nessuna linea operativa per il futuro, se non la continuità dell’attività di dragaggio che è intervento sull’effetto e non sulla causa dell’emergenza.
L’auspicio di fronte a questa realtà complessa, non ultima quella della bonifica dell’area Caffaro premessa essenziale per una ripresa di un polo chimico storico che possa ospitare la nuova “chimica verde”, è che la Regione voglia recuperare le proprie peculiari funzioni di programmazione generale e non si abbandoni alla soluzione caso per caso, volta per volta.
Purtroppo non fa ben sperare il ritardo accumulato, ad esempio, dal Piano di gestione della Laguna, in quanto Sito di Interesse Comunitario della Rete europea di Natura 2000, evidentemente correlato e interdipendente con altre pianificazioni ed attività. La scadenza era il dicembre 2010 e ad ora sembra vi sia solo una bozza tecnica attesa da lunghe procedure prima dell’adozione.

Ci si augura che le competenze e le capacità tecniche accumulate non vadano disperse e, a fronte della complessità dei problemi e della governance della Laguna, si spera che la Regione faccia il suo mestiere e apra un confronto con tutte le parti interessate a partire dal lavoro svolto dall’ultimo Commissario.

Legambiente FVG