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Sulla " Zamparini City" pesanti ombre di illegalità

COMUNICATO STAMPA                                       Udine, 7 novembre 2012

Il Sindaco Maricchio abbia il coraggio di rimettere in discussione il progetto Zamparini city. La condanna a un anno e quattro mesi del figlio dell’imprenditore non può passare inosservata e pone un evidente problema di illegalità e di inopportunità a continuare a perseguire un progetto che, ancora prima di nascere, mostra segnali preoccupanti di abusi ambientali.

Non solo, quindi, un’idea sconsiderata di utilizzo del territorio, che prevede di riversare una colata di cemento su Grado, ma anche pesanti capi d’imputazione che gettano ombre pesanti su tutta la vicenda.

 E’ dovuta intervenire la magistratura per fermare un’iter autorizzativo che è stato sempre interpretato in modo compiacente da parte del Comune, nonostante i reiterati inviti di Legambiente e della Lista civica [email protected] a procedere con una moratoria in relazione ai devastanti interventi urbanistici attualmente previsti e contemporaneamente avviando la costruzione di un nuovo Piano regolatore Generale Comunale che sappia interpretare le esigenze di qualità e di sostenibilità del territorio di Grado. Sarebbe stato necessario farsi carico della tutela del proprio territorio, si è preferito invece dare credito a Zamparini e sostenere un progetto che altro non è che una vera e propria speculazione edilizia.

La sentenza, che obbliga Zamparini a ripristinare i luoghi interessati dal deposito di centinaia di migliaia di metri cubi di inerti contenenti idrocarburi, costituisce una pesante battuta d’arresto al progetto e rende manifesta l’inaffidabilità dell’imprenditore.

Legambiente ricorda che ha depositato una denuncia di inadempienza nei confronti del diritto comunitario alla Commissione della Comunità Europee per violazioni delle norme comunitarie, relativa alla gestione della cosiddetta Variante n.15, gestita all’epoca con decisione e rapidità inconsuete dal Commissario straordinario, e dichiarata “non sostanziale” allo scopo di evitare, in quella fase, l’attivazione di una procedura completa di VAS – Valutazione Ambientale Strategica.

Come chiunque può vedere, la vicenda, oltre che a rappresentare una sciagurata scelta di distruzione del territorio, dando sostanza a un consumo di suolo ingiustificabile, comincia a mettere in luce elementi di illeciti che, ci auguriamo, consentiranno di fermare un progetto inutile e dannoso.