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Il caso della variante di Dignano, simbolo dei conflitti territoriali provocati dalla Giunta regionale


COMUNICATO STAMPA                                                     Udine, 29 novembre 2012

Legambiente FVG ritiene che la vicenda che interessa il Comune di Dignano ed il progetto di variante stradale a sud del capoluogo stia diventando uno dei simboli dei conflitti territoriali che la Giunta regionale provoca e cavalca strumentalmente.

Più utile una pausa di riflessione che gli scioperi della fame. La richiesta di gestire tutte le procedure autorizzative è impropria perché manifesta solo la volontà di consentire ogni progetto e non di tutelare i beni paesaggistici.
Legambiente FVG non conosce il merito dei rilievi avanzati dalla Soprintendenza riguardo agli impatti paesaggistici dell’opera progettata, rileva però che nel ricorso proposto al TAR, congiuntamente ai cittadini di Assieme per il Tagliamento, questo era uno dei punti critici segnalati, in quanto sottovalutato nel progetto.

 Un altro punto critico, che ha convinto nella decisione di riproporre il ricorso al Consiglio di Stato, è quello della sicurezza idraulica, in quanto ancor oggi l’area coinvolta è classificata “idraulicamente pericolosa” ed è inclusa nella classe P4, ovvero di “pericolosità molto elevata”, del Piano dell’Assetto Idraulico, e non risulta concluso l’iter di un suo eventuale declassamento.

Nel frattempo, oggetto di presentazione poche settimane fa proprio presso il palazzo della Regione, l’Autorità di Bacino dei fiumi del nordest, unitamente alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, ha avviato la procedura per l’applicazione della nuova direttiva comunitaria per la gestione del rischio alluvioni, che interessa anche il bacino del Tagliamento. Una delle prime tappe, prevista per il giugno 2013 è la redazione delle mappe di pericolosità e di rischio che potrebbe riguardare anche l’area in questione.

Sembrano quindi esserci sufficienti motivi per una pausa di riflessione e un’assunzione di responsabilità collettiva ai fini della sicurezza complessiva del fiume, delle comunità rivierasche e delle relative attività economiche nelle diverse parti del corso del Tagliamento.
Appare del tutto strumentale, infine, la lunga querelle giornalistica sulla richiesta digestire direttamente da parte della Regione le procedure autorizzative oggi di competenza dello Stato. Legambiente FVG non ha contrarietà di principio ma prende atto che la Regione non ha maturato nel tempo pressocchè nessuna capacità politica di pianificazione e gestione del paesaggio, come dimostra anche la vicenda del Piano di Governo del Territorio che ignora ogni rapporto con gli aspetti legislativi comunitari e statali legati alla pianificazione paesaggistica.
Per il contesto in cui si manifesta e per l’assenza di attenzione al paesaggio, la richiesta prepotente di gestire tutte le procedure autorizzative in materia si palesa per quel che è: mano libera – come si vorrebbe a Dignano – per ogni progetto e totale disinteresse per i beni paesaggistici.